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215. L’Uno Diventa I Molti di Accademia di Studi Gnostici

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Alla base della vita e delle forme sta la Coscienza che individualizzandosi diventa l’anima di ogni forma di esistenza.
Il processo evolutivo di ogni individuazione è questa onnipervadente e infinita Coscienza, nella quale ognuno di noi vive, si muove, è.
A questa coscienza illimitata ed eterna, trascendente gli iniziati danno il nome di Logos e tutti gli accadimenti che si sono succeduti in qualsiasi epoca del passato, fanno sempre parte del Suo eterno presente.
Per quanto astruso per il nostro modo di pensare, questo eterno presente è la più grande verità dell’esoterismo perché, se compreso, cambia il valore di tutti gli avvenimenti, degli esseri e delle cose.
L’uomo, anima individuale in corso di evoluzione, è nel suo mondo l’immagine microcosmica del Logos ed è in cammino, lento ma continuo, per partecipare un giorno alla pienezza del Logos.
L’iniziato che ha raggiunto una sufficiente evoluzione spirituale da essere capace di porsi in collegamento con la memoria del Logos, il passato diviene per lui presente e può esaminare il processo di consolidamento del nostro pianeta e del nascere e svilupparsi della vita su di esso.
Dalle investigazioni dei vari Iniziati è stato possibile sapere del come la vita si è potuta stabilire sul nostro pianeta; molto tempo fa la superficie terrestre era in continua modificazione: qui la terra sprofonda lentamente nelle acque che la sommergono e la nuova terra affiora dall’acqua. Gran parte della attuale era allora sott’acqua.
Quel vasto continente che si estendeva lungo l’equatore ed occupava gran parte della zona dell’attuale oceano Pacifico, è stato chiamato in esoterismo Lemuria; dove oggi si trova l’oceano Atlantico esisteva una volta l’Atlantide.
La storia della sua sommersione – come è narrata a Solone dai sacerdoti egiziani – è riportata da Platone nel Timaeus e nel Critias. Nel 9564 a.C. immani convulsioni telluriche distrussero l’isola che s’inabisso provocando un enorme maremoto che spazzò via le regioni più basse del pianeta e lasciò nella mente della prima umanità la tradizione di un “diluvio”. Quando l’Atlantide sprofondò, altre parti della terra emersero in altri luoghi, come ad esempio il deserto del Sahara; quello che una volta era il mare interno dell’Asia centrale, divenne l’attuale deserto dei Gobi e il pianeta assunse, più o meno, la configurazione che presenta oggi.
Ma gran tempo prima della distruzione di Atlantide era nata – intorno alle coste meridionali del mare asiatico centrale – una nuova razza di uomini, gli Ariani o Caucasici, che si sparsero verso il Sud e verso Oriente e che successivamente costituirono gli Indù, gli Arabi, i Persiani, i Greci, i Romani, i Celti, gli Slavi e i Teutoni.
Così nella Lemuria, nell’Atlantide e nell’Asia sorsero le tre grandi razze madri, i cui discendenti popolano ora la Terra.
La storia ci insegna che il sorgere e lo scomparire delle civiltà non è uno sviluppo meccanico, ma ciò avviene secondo un piano.
Il Logos – fino all’apparire dell’esistenza umana e anche prima – ha stabilito quali razze e culture sorgeranno una dopo l’altra e le forze in azione nel nostro universo divengono il processo evolutivo secondo le appropriate correnti della grande corrente durante gli innumerevoli milioni di anni del loro sviluppo.
Per ciascuna razza madre – col suo tipo speciale – un Adepto membro della Fratellanza Bianca del Pleroma è incaricato di dirigerne il destino.
Uno di essi è conosciuto dagli Iniziati col nome Sanscrito di Manu ed egli si occupa o governa lo sviluppo fisico della razza nel suo divenire, modificando nel tempo/spazio il tipo della razza stessa fino a formarne una nuova secondo appunto il Piano del Logos. È questo Manu che ha guidato le grandi migrazioni primordiali dell’umanità e ispira a ciascun popolo la sua costituzione civile e religiosa in raccordo alla sua crescita spirituale.
L’altro governatore della nostra razza è il Bodhisattwa o Istruttore Cosmico Spirituale, che ne sorveglia lo sviluppo intellettuale ed emozionale e dispone che di tempo in tempo un Avatara s’incarni in un individuo umano che ha precorso la maturazione dei suoi simili onde ogni popolo faccia la sua parte nel dramma scritto dal Logos.
Secondo il piano del Logos, durante il periodo di tempo in cui l’umanità evolve sulla Terra, appaiono 7 grandi tipi di razze, chiamate Razze Madri.
Sino ad oggi – nell’evoluzione dell’umanità – solo 5 delle 7 razze sono apparse e la 1° e la 2° apparvero tanto tempo fa da non lasciare dipendenti diretti.
Ogni razza madre ha a sua volta 7 modificazioni specifiche dette sottorazze ove ogni sottorazza ha le caratteristiche fondamentali della razza madre, ma ha anche tendenze a modificazioni che le sono proprie.
Ora gli stadi che precedono la vita umana sono quelli della vita animale, che procede dalla vita vegetale, la quale a sua volta procede dalla vita minerale ed elementare con tutti i rispettivi stadi evolutivi.
La vita scaturita dal Logos prima costruisce forme nella materia ultrafisica ed è la cosiddetta vita elementare; dopo di che – arricchita dalle esperienze delle attività compiute in questo stadio – anima le combinazioni degli elementi chimici e diviene anima/gruppo minerale. In seguito, fattasi protoplasma, anima la forma vegetale e in seguito, maturatasi e cresciuta, anima le forme animali. Nello stadio successivo a questo abbiamo l’uomo e la vita, a questo punto, anima individui capaci di pensare e di volere, sacrificio e di idealismo in quanto – sforzandosi di diventare uomo – il verme sale faticosamente per tutto il corso a spirale della evoluzione delle forme.
E – si tenga ben in evidenza ciò – l’uomo non è l’ultimo anello della catena, ma il primo di una corrente superiore, di cui i santi e i grandi iniziati sono stati i precursori, ma che tuttavia non avevano varcato il limite della presente corrente.
Per capire questo processo cosmico dall’atomo all’uomo, v’è da tenere in conto un elemento importantissimo ed è che la materia nella sua evoluzione, quantunque passi dall’omogeneo all’eterogeneo, dall’infinito al definito, dal semplice al complesso, non segue in questo processo vitale sempre lo stesso metodo. Di fatto l’evoluzione della materia consiste in sempre nuovi aggregamenti e combinazioni; insomma l’evoluzione della vita è lo sprigionarsi, l’affermarsi e lo svilupparsi delle sue facoltà potenziali illimitate.
Dante, Leonardo da Vinci, il Maestro Gesù sono in qualche modo misteriosi e a noi incomprensibili, contenuti potenzialmente nella prima cellula/seme della materia vivente.
Così possono occorrere milioni di anni di sempre nuovi aggruppamenti di materia selezionata di età in età in sempre nuove modificazioni, prima che la Materia pervenga a formare quelle speciali combinazioni che permettano ad un Dante di emergere dal seno della natura stessa e divenire protagonista sommo del suo dramma; eppur tuttavia essa vita, lo custodisce in per tutti questi milioni di anni con tutte le altre sue possibilità latenti.
L’evoluzione della vita non è ricevere ma dare, poiché al di là e oltre la vita – sua anima e cuore – è la Coscienza infinita ed Eterna che noi chiamiamo Dio, il quale nell’uomo soltanto si individua e prende forma materiale.
Da questa Coscienza Trascendente ed Ineffabile – pienezza di potere, amore e bellezza, si generò la prima scintilla di vita a manifestare all’esterno le sue potenzialità; in ciascuna cellula dell’esistente questa coscienza s’è frammentata per manifestare la sua gloria infinita; ma solo nell’uomo è suscettibile di consapevolezza.
Due sono le correnti di questa coscienza: quella dell’umanità e quella superumana o angelica.
Come si è detto gli stadi che precedono la vita umana sono quelli della vita animale, vegetale, minerale ed elementare (cioè la materia astrale prima che divenga vita minerale).
Tuttavia dallo stadio minerale la vita in altre correnti ed attraversa stadi di forme vegetali, forme animali e quindi forme di “spiriti di natura” o “geni”.
Altra corrente parallela, di cui si conosce molto poco, è la vita delle cellule che ha essa pure stadi di sviluppi passati.
La vita con le cellule evolve nelle forme che ci attorniano su di una scala ascendente, utilizzando organismi formati di materia solido-liquida e gassosa, ma anche forme costituite da materia più tenue, cioè eterica, astrale elementare.
Le correnti di vita che si farà col tempo umanità, presenta già nelle sue fasi primordiali di vita elementare, minerale e vegetale dei rudimenti di specializzazione, i quali sono più evidenziati quando si giunge al regno animale.
Nella vita che diventerà umano ci sono 7 tipi di base, ognuno dei quali presenta a sua volta delle modificazioni prodotte dalle influenze che subisce dagli altri. Questi tipi persistono in tutti i regni che precedono l’umano.
Questo è il processo mediante il quale l’Uno, il Propator diventa i molti, ciacuno dei quali lotta per sé in una collettività in cui ciascuno lentamente dovrà arrivare a comprendere che la propria più alta espressione della vita sta nell’altruismo, perché tutto è Uno:questa la chiave dell’evoluzione della Vita nella Forma.
Si è prima detto dell’esistenza prevista dal Logos di 7 razze per il nostro mondo, di cui già 5 si sono avvicendate e 2 ancora dovranno apparire nel futuro.
Nel nostro studio siamo risaliti alla comparsa della terza razza, la Lemuriana i cui discendenti diretti si rifacevano alla 5° sottorazza sempre della Lemurica cioè i Negri, le cui prime sottorazze non hanno lasciato nessuna traccia rilevante.
Poiché ogni razza-madre ha 7 modificazioni o sottorazze, che conservano le caratteristiche fondamentali della razza-madre, ma con sviluppate tendenze e modificazioni proprie, il Manu – o il governatore dell’evoluzione della 4° razza-madre, sviluppò dalla 7° sotto-razza lemuriana la nuova razza umana, la quarta o Atlantidea.
E anche la 4° razza ebbe le sue 7 sottorazze; della prima e della seconda sottorazza non esistono discendenti puri. La quarta sottorazza emigrò dall’Atlantide dirigendosi verso Oriente – oltre Babilonia – lungo il Fiume Giallo e scese nella pianura cinese. È rappresentata oggi in certe parti della Cina da una razza gialla ad alta statura.
Della quinta sottorazza si possono vedere oggi i discendenti negli Israeliti di tipo puro e nei Kabili dell’Africa settentrionale. La sesta o Akkadica era rappresentata dai Fenici che commerciarono nel Mediterraneo, e la settima sottorazza o Mongola, sviluppò protasi della quarta, la Turaniana che dalle pianure cinesi si sparse divenendo la moderna razza cinese. Due razze, la Giapponese e la Malese non sembrano appartenere ad alcuna particolare sottorazza della 4° razza-madre, in quanto derivano dalla mescolanza di due o più sottorazze.
Dalla originaria quinta sottorazza della razza Atlantidea, il Manu della 5° razza-madre sviluppò il suo nuovo tipo, la 5° razza-madre o Razza Ariana che ha pure le sue sette sottodivisioni, di cui solo cinque apparse finora.
Alla prima appartengono gli Indo-Ariani come pure uno dei tipi degli antichi Egizi – quello a cui appartennero la casta sacerdotale col loro Faraone, incarnazione del Logos sulla Terra.
La seconda è la Ario-Semitica, ben distinta dalla Semitica originaria, ed è attualmente rappresentata dagli Arabi e dai Mori.
La terza è l’Iranica alla quale appartenevano gli antichi persiani i cui discendenti sono oggi i Persi e gli Iraniani.
Alla quarta sottorazza, la Celtica, appartenerono gli antichi Greci e i Romani e ad essa appartengono i loro moderni discendenti ad eccezione dei teutonici. Alla sottorazza teutonica appartengono gli Scandinavi, gli Slavi, gli Olandesi, i Tedeschi, gli Inglesi ed i loro discendenti in tutto il mondo.
Tramite una mescolanza canalizzata di diverse sottorazze il Manu della nostra Razza sta ora sviluppando la sesta sottorazza la Australe-Americana, la quale è ora già in stato di avanzata formazione negli Stati Uniti, in Australia e nella Nuova Zelanda.
La settima sottorazza, il cui avvento è ora assai lontano nel tempo, già ci offre qualche indicazione sul suo tipo futuro, e precisamente in qualche bambino del Brasile con conformazione del volto che è estraneo al tipo Austale-Americano e che rivela una nuova variante alla razza Ariana.
La settima sottorazza futura potrebbe a ragione chiamarsi Latino-Americana per distinguersi appunto dalla sesta Australe-Americana.
Il Manu della Sesta razza-madre a suo tempo evolverà un suo futuro tipo della sesta sottorazza della razza Ariana e tra migliaia d’anni avvenire il Manu della settima razza-madre svilupperà il nuovo tipo della settima sottorazza della sesta razza-madre.
Così le razze-madri e le loro sottorazze hanno fatto, fanno e faranno la loro parte assegnata nell’economia cosmica che il Logos ha voluto al fine di procurare esperienze a noi, sue parti frammentarie, che Egli manda a nascere in esse.
È perciò che il Manu varia nelle sue sottorazze il colore e altre particolarità fisiche, assegna loro dimore tra le montagne, in pianura o in riva al mare; ed è per queste ragioni che il Bodhisattwa delle razze manda alle sottorazze differenti aspetti della Verità nelle molte religioni e filosofie che si manifestano sotto la sua ispirazione e guida.

***

GLOSSARIO

AVATARA
è una incarnazione divina, letteralmente “il disceso”.

LOGOS
L’espressione della divinità che si rende manifesta; è l’equivalente di Verbo o Parola nel loro senso metafisico, emergente dalle profondità dell’Ineffabile Uno immobile e immutabile perché pienezza, effetto del suo pensiero causale, imponendo a se stesso un limite volontariamente circoscritto nell’immensità infinita del suo essere. Si manifesta tracciando i limiti della sua sfera di attività, determina l’area del suo universo.
Entro questa sfera nasce, evolve e si compie questo universo che nel Logos vive, opera ed è.

BODHISATTWA
Colui a cui manca ancora una sola incarnazione prima di raggiungere la pienezza dell’Unità. Nella gerarchia occulta il Bodhisattwa è inferiore al Buddha, cioè un grande Adepto Iniziato.

MANU
Colui che esiste per se medesimo, un essere in divenire. Esistono per ogni razza i rispettivi Manu o prima nota progenitrice.

MONADE
Da greco “Unità”, l’Uno o anche l’Uni-Trinità ossia la Triade suprema e anche la parte immortale dell’uomo.

tratto dalla Rassegna bimestrale dell’Accademia di Studi Gnostici “Conoscenza”
ANNO XXIX, N. 6, Dicembre 1993

 



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