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1175. Oltre l’apparenza: il compito del ricercatore

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L’uomo ordinario si interessa soltanto al mondo visibile, poiché crede unicamente in ciò che può vedere e toccare. Le sue convinzioni affondano le radici in una visione materialistica dell’esistenza: egli riesce a concepire soltanto un universo fatto di nomi e forme tangibili, misurabili, quantificabili.

È capace di organizzare la società solo in modo gerarchico, ponendo privilegiati al vertice e sostenendo tale struttura con la fatica e la sofferenza delle classi più deboli. La mediocrità delle sue capacità, che egli crede superiori, lo porta a inventare “sistemi” destinati a entrare in conflitto con altri “sistemi”, perseguendo il bene di parte anziché il bene comune.

Le redini del mondo finiscono così nelle mani di individui ottusi, espressione della più bassa mediocrità: portano paraocchi incollati al cervello e al cuore, e si illudono di essere grandi grazie a etichette e privilegi ottenuti disonestamente.

L’uomo ordinario vede solo l’apparenza delle cose, poiché guarda il mondo esclusivamente attraverso gli organi di senso. E persino ciò che percepisce non riesce a discernere con chiarezza. Anche quando osserva l’infinitamente piccolo con l’aiuto della tecnologia, non comprende il significato autentico di ciò che vede: scorge soltanto frammenti, separati e isolati, senza cogliere l’intimo legame che unisce tutte le cose del cosmo.

Le sue convinzioni materialistiche condizionano ogni risposta, ogni comportamento, ogni forma di comunicazione. Il “punto di sintesi” della sua vita è contaminato da impurità, errori, illusioni e dalla corruzione della verità assoluta.

Così l’uomo ordinario diventa portatore di un male terribile, che genera lotte sanguinose, congiure, repressioni, corruzione, malaffare e le peggiori espressioni di egoismo, ignoranza e paura. Egli occupa gran parte delle funzioni di responsabilità nel mondo e, con trucchetti da prestigiatore, si maschera da uomo geniale, illudendo e rovinando la società umana. In realtà, questo mediocre materialista-ateista che si autocelebra di continuo non è altro che un prigioniero della propria mente: un autentico “non-pensante”.

Il compito del ricercatore

Quale deve essere, allora, l’obiettivo principale del ricercatore in questo mondo? Al di là delle apparenze, egli deve sentire dentro di la capacità di avviare eventi che cambieranno inevitabilmente le prospettive culturali, governative e finanziarie.

Deve sentire di poter garantire, a livello mondiale, la libertà individuale, l’autodeterminazione e la sovranità personale. Deve sentire che questo impulso è già condiviso da moltissimi altri esseri, pronti a partecipare a una grande trasformazione universale.

Deve sapere che le sue intenzioni, unite a quelle degli altri, generano energie potenti, tali da richiamare l’intervento divino: un decreto capace di ristabilire l’universale sovranità umana e la piena libertà.

La tirannia della brama espansionistica, regolata da azioni egoiste e profitti ingiustificati a discapito dell’umanità e del Pianeta, verrà bandita per sempre.

 

L’oggetto materiale diventa qualcosa di diverso da ciò che vediamo:
un’espressione dell’unità di tutto ciò che esiste.”
Sri Aurobindo

Il pensiero è il precursore di ogni cosa.
Se un uomo parla o agisce con mente pura, la felicità lo seguirà come un’ombra.”
Buddha

Le cose derivano il loro essere e la loro natura dalla loro mutua dipendenza
e non sono nulla di per se stesse.”
Nagarjuna (filosofo buddhista)

Nulla esiste indipendentemente: ogni cosa è legata a tutte le altre.”
Nagarjuna (filosofo buddhista)

La verità è una sola, i saggi la chiamano con molti nomi.”
Bhagavad Gita

 

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