Il Ricercatore della Verità, divenuto Sadhaka, dovrà affrontare l’inerzia verso cui lo sospingerà l’ego-corpo-personaggio-karmico, il quale tenterà in ogni modo di farlo retrocedere dalla scelta intrapresa.
Lo scopo della trasmutazione, soprattutto al primo affacciarsi degli ostacoli, apparirà al Sadhaka così distante da indurlo facilmente allo scoraggiamento.
Agli inizi, la Sadhana si presenterà faticosa, colma di difficoltà, costellata di ostacoli che sembreranno insolubili e insuperabili.
Tuttavia, lavorando con discernimento sui guna, il Sadhaka potrà conquistare quel senso di fiducia indispensabile per procedere secondo ciò che la sua condizione richiede.
Il corretto operare nelle discipline scelte genererà nei corpi, fisico e sottile, la necessaria positività — o ricettività — affinché il probando iniziato possa vivere l’abbandono al Volere dell’Alto.
L’autentica umiltà, vissuta in profondità, apre alla nobile sottomissione, qualità essenziale nella Via iniziatica.
Senza questo consapevole senso di sottomissione non può avvenire l’apertura alla Grazia e ai doni dello Spirito.
La sottomissione genera la calma, e la calma apre la porta del Silenzio, nel quale si rivelano i passi della Via della Conoscenza.
Il Sadhaka che si ribella a questa prassi incontrerà ostacoli, illusioni e stagnazione.
Il lavoratore spirituale (Sadhaka) non deve mai dimenticare che la parte più importante del suo lavoro, lungo l’arduo cammino, è che tutti i contrasti e le opposizioni devono cessare. La dualità è la fonte di ogni opposizione e per questo deve essere risolta: giungere al punto che non ha più modo di essere.
Il procedere risoluto verso la Grandiosità della Luce offrirà talvolta al Sadhaka un assaggio della Conoscenza: un fulmineo raggio intelligente che coagula una perla di sapere nelle mani della coscienza contemplativa.
Se il Sadhaka sarà paziente e costante, anche nella notte oscura della Sadhana, una segreta apertura permetterà la discesa di quell’“influenza spirituale” tanto attesa da ogni sincero probando iniziato.
Senza la discesa della sacra influenza spirituale non può esservi esperienza realizzativa: l’Infusione è fondamentale per una autentica trasmutazione.
Molti saranno gli ostacoli che il Sadhaka dovrà trovare la forza di superare e vincere.
Pensieri, immagini, sensazioni ed emozioni si affolleranno per ostacolare ogni possibile progresso.
Egli dovrà sgombrare costantemente il campo mentale da ogni elemento fuorviante, trasformando le difficoltà in piccole vittorie.
Il mondo sottile, riconoscendo lo sforzo sincero del Sadhaka, offrirà la giusta ricompensa sotto forma di spinte riequilibranti e riarmonizzanti.
La luce abbagliante della materia incanta gli enti planetari, illudendoli con i sogni del piacere sensoriale alcuni, e con gli inganni di un intelletto non illuminato altri. La devozione all’ignoranza è l’incanto più potente che essa produce.
La luce invisibile della dimensione spirituale, invece, attira solo pochi; e pochissimi la ricercano consapevolmente. Eppure è proprio quella luce ad avvolgere l’Anima di ogni ente planetario, qualunque sia il suo grado di coscienza.
Il Sadhaka dovrà considerare la coscienza ordinaria come una compagna ormai da lasciare, poiché caotica, troppo sensibile alle innumerevoli forme del mondo esteriore e d’intralcio al dischiudersi della coscienza superiore.
Il suo aiuto più grande sarà il Silenzio: entrare nel Silenzio significa gustare un attimo d’eternità.
E un giorno, da quel Silenzio, irromperà la Voce-Suono del Divino.
“Il silenzio è l’unico linguaggio dei realizzati.”
Sri Sathya Sai Baba
“Il Silenzio è la più potente forma di insegnamento.”
“Nel Silenzio, la mente si dissolve nella sua sorgente.”
Ramana Maharshi
“La Sadhana è un’offerta totale: nulla può essere trattenuto.”
“La trasformazione è il passaggio dalla natura inferiore alla natura divina.”
Sri Aurobindo
“Non sono due, ma uno: chi vede due è addormentato.”
Rumi
“La separazione è un’illusione della mente.”
Eckhart Tolle








