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365. Insegnamenti, Maestri e stadi di risveglio

Martedì 30 Aprile 2013 00:00 Rosario Castello
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Lo sviluppo della coscienza umana, nel popolo ordinario degli enti planetari del pianeta Terra, è strettamente legato al progresso spirituale di quella moltitudine di individui, già avviati su un lungo sentiero spirituale. Pur sembrando separate, queste due realtà sono accomunate dallo stesso unico processo che le vede avviarsi su stadi diversi di risveglio. La Luce vede un’unica realtà che va verso il completamento di un lungo processo di risveglio delle coscienze, che formano il grande sistema umano planetario in evoluzione.
L’intera umanità, costituita da ordinari e non, attraverso un complesso modus operandi, organizzato nella “Sfera dell’Alto” per la “Sfera del Basso”, dovrà diventare un vero e proprio organismo vivente, e risuonare all’unisono con una delle note divine previste.
Il popolo ordinario, che rappresenta la maggioranza dell’intera umanità, ha risposto, secondo le istanze dell’ego obliato, all’influsso spirituale dell’Alto, influsso emesso dalla comunità spirituale dei Maestri per il critico stato di necessità della condizione umana.
I Maestri sanno che, nonostante la densità dell’oblio, qualche forma di risposta arriva sempre sotto l’impatto di una carezza divina. Il popolo ordinario, infatti, ha risposto da qualche decennio sul piano dell’apparenza sociale dove le forti spinte dell’ego cercano la loro ragione per soddisfare l’irrequietezza di un sofferto stato di incompletezza.
Gli uomini ordinari, al loro livello di oblio, hanno cominciato a sperimentare il piacere dell’aggregazione finalizzata sotto le trainanti forze dell’egoismo, dell’ignoranza e della paura nelle loro molteplici espressioni.
L’idea dell’esperienza di gruppo ha cominciato a viaggiare lungo l’arco della creatività ed in ogni ambito dell’espressività umana si sono visti innumerevoli tentativi sfociati in modi di pensare e di lavorare in équipe, in squadra, in team. Sono nati il collettivo e la comunità, concetti che hanno spostato il livello di pensiero su un piano meno individuale anche se di natura ancora molto egoica. Ma hanno avviato anche, quale perversione dei concetti di condivisione e di comunità gli open space, i call center, i club privé, il grande fratello, bingo (sale da gioco, fisiche e online), risiko (il gioco “cult” di strategia), facebook (piattaforma sociale), social network (rete sociale per gruppi di lavoro, di studio e di vizi), ingress (gioco di fusione tra mondo reale e virtuale), e molti esperimenti interattivi.
Il popolo spirituale, di gran lunga meno numeroso dell’ordinario, ha dato risposte anche sul suo piano. Sono nate comunità sperimentali dove il lavorare insieme ha visto il coniugarsi tra le esperienze di una ricerca spirituale e gli esperimenti di un nuovo modo di vivere socialmente. Esperimenti, nient’altro che esperimenti fatti di sforzo individuale per un risultato collettivo ma che hanno gettato i semi per nuovi campi di possibilità del vivere umano: cantieri del pensare in modo nuovo e concepire una comunità non egoistica per risolvere molti di quei problemi di cui l’umanità sembra essere afflitta.
Il popolo ordinario lavora mosso da motivazioni egoistiche mentre il popolo spirituale lavora, invece, secondo la lunga scala dei vari livelli di risveglio della coscienza, con innumerevoli sforzi votati a bandire sempre più egoismo, ignoranza e paura. Anche se non in tutte le occasioni ci riesce, ciò che spinge verso la crescita spirituale sono i ripetuti sforzi sinceri.
Tra il popolo spirituale i singoli ricercatori sentono, rispetto al passato, la sollecitazione a lavorare in gruppo per il perfezionamento facendo in modo che la coesione venga esercitata dall’alto ideale che li motiva senza per questo essere gestiti da una guida fisica.
L’influenza che gli stessi Maestri hanno emesso negli ultimi due secoli ha avuto l’intento di gettare i semi perché i ricercatori spirituali sentissero sempre di più il riconoscimento verso il Maestro interiore (Anima o Sovrano) piuttosto che la sola accettazione e dipendenza dal Maestro esteriore. Non, quindi, il roteare intorno alla figura esteriore del Maestro ma l’esercizio di uno sforzo che tenda a far nascere un’anima di gruppo che ne costituisca il centro. Questa è la grande alchimia spirituale che trasforma, scendendo dagli alti piani dello spirito fino alla quotidianità del vivere rettamente secondo i principi dharmici.
Ogni singolo ricercatore spirituale deve imparare ad integrare i propri desideri, bisogni e interessi con quelli del “bene del gruppo”, del suo equilibrio e della sua armonia.
Vige una non chiara distinzione dell’incedere del pellegrino spirituale perché si è ancora in una fase di transizione tra il vecchio metodo ed il nuovo.
È molto importante avvicinarsi al Sentiero Spirituale in modo corretto e con tutte le informazioni necessarie riguardanti la teoria e la pratica. La chiarezza su quanto si sta per affrontare è fondamentale ai fini della responsabilità che ci si assume.
Purtroppo anche molti gruppi del popolo spirituale restano imbrigliati nelle illusioni della realtà transitoria deviando nei reami scorretti del business, del sesso e dei poteri psichici.
Lo sforzo e la perseveranza vengono abbandonati spesso per seguire l’illusione di una “via facile” che non può esistere.
Instaurare un rapporto con un Maestro non significa privilegiarsi di un rapporto personale speciale ma offrirsi a diventare un canale per i lavori della comunità dei Maestri, comunità che opera con i piani-azioni per elevare sempre più la coscienza umana e ristabilire il piano divino sulla Terra con l’esercizio della Luce, dell’Amore e del Potere spirituale.
I Maestri, oltre a raccogliere successi, collezionano anche fallimenti perché non avviano mai dei piani con sistemi autoritari ma sempre con la libera e intelligente assistenza, lasciando liberi gli uomini (discepoli) di svolgere ogni lavoro nella maniera che a loro sembra migliore.
Il “ricercatore spirituale” è colui che è giunto a cogliere delle intuizioni sulla natura della realtà ed insegue una visione che non è un prodotto della mente ma un soffio dell’Anima che lo vuole Sadhaka, discepolo dello spirito. Chi si è fatto discepolo avanzato comprende quanto non sia importante progredire sul Sentiero ma rendersi utile al lavoro dei Maestri che servono l’umanità per il grande Piano Evolutivo.

L’umanità è costituita da enti planetari i quali non sono altro che parte degli Esseri Luminosi delle Origini emanati dalla Sorgente Suprema.
La natura dell’Essere è luminosa. Pur esistendo da sempre, gli Esseri Luminosi delle Origini ebbero il loro inizio. Come tutte le antiche tradizioni hanno potuto raccontare, ciascuna nella forma a loro più indicata, un certo evento produsse una “scissura”, una “caduta”. Da quell’Unità di Esseri Luminosi delle Origini, per conseguenza naturale di una “scelta” presa da una “parte” di quella “totalità” di Esseri, si diede inizio a due “fronti” di Esseri.

La natura dei Maestri è molto complessa. La figura di un Maestro spesso immaginata dalla maggior parte degli aspiranti spirituali non è del tutto veritiera.
Certamente, se ci sono dei ricercatori del Sé autentici, c’è anche un Sentiero autentico e, di conseguenza, ad esso vi è associato un lavoro svolto da Maestri autentici.
Il Maestro è un essere superiore dalle indiscusse capacità di trasmettere “qualcosa” mediante un particolare influsso: conoscenza, coscienza, amore …
Esiste un Sentiero di ulteriore evoluzione per i Maestri.
Più Maestri, pur avendo compiti e funzioni differenti, appartengono tutti all’unica Grande Opera di Risveglio delle Coscienze che ha il fine di ristabilire il Piano Divino sulla Terra.
Un Maestro è tale perché lo Spirito Divino in lui registra tutti gli stadi di coscienza. Gli sono noti tutti gli stati di consapevolezza che gli uomini possono sperimentare.
Un Maestro in forma fisica può trascorrere i suoi giorni terrestri vivendo normalmente fino al punto da non permettere agli altri, di farsi riconoscere per quello che è veramente. Naturalmente dipende dalla natura della sua specifica missione da compiere.
Il Maestro non è uno che comanda o impartisce ordini, non vuole obbedienza ma collaborazione, facendo in modo che ognuno dei discepoli possa dimostrare il proprio stato di crescita spirituale con il lavoro compiuto.
Un Maestro ha una sua area fisica di servizio ma soprattutto una sua area spirituale che insieme formano quello che viene chiamato “Asram del Maestro” al quale sono connessi i discepoli (i probandi, i neofiti, gli accettati operativi e i discepoli “in prestito” da altri Maestri) secondo la loro specifica posizione coscienziale e particolare utilità.
I Maestri non si interessano delle personalità dei discepoli ma di quali capacità e possibilità possono offrire alla causa del Bene Supremo per tutti.
Un Maestro e la Gerarchia dei Maestri operano esclusivamente in qualità di Anime e con le Anime dei discepoli.

Si entra nella possibilità di contatto con un Maestro solo dopo aver sperimentato il contatto interiore con l’Anima. È questa esperienza che permette l’autentico incontro con l’Anima del Maestro.
Un Maestro non sceglie come discepoli individui narcisisti che amano mettersi in mostra e attrarre l’attenzione su di sé.
Tutti i Maestri lavorano per promuovere il risveglio spirituale, far evolvere la razza umana, indicare mete spirituali e accrescere la luce e l’amore nel mondo.
Un Maestro indica la via della Luce e insegna come riconoscere ed evitare il “Male”. Fa prendere consapevolezza dell’esistenza del Male e della antica guerra spirituale dei cieli, riflessasi in Terra. Sottolinea che il giusto Sentiero (la giusta Sadhana) deve attrarre la massima attenzione del discepolo.

Esiste una lunga scala di tipologie di Maestri (“Le Fiamme della Salvezza”).
I Maestri non differiscono gli uni dagli altri per importanza ma per funzione: ognuno ha la propria missione.
Moltissimi tipi di Maestri non sono mai stati conosciuti dagli enti planetari del pianeta Terra.
Molti Maestri non lavorano con l’evoluzione umana terrestre.
Esistono Maestri che non hanno mai preso un corpo fisico perché operano su altri piani esistenziali.
Molti dei Maestri che assistono l’evoluzione umana restano ignoti per la storia umana registrata.

Esiste uno schema planetario dell’evoluzione umana. Questo schema planetario impone l’esperienza sul piano fisico, quindi i Maestri che devono svolgervi attività di servizio vogliono rispettarne le leggi assumendone un corpo fisico.

Un Maestro è colui che ha trasceso la condizione umana o non vi è mai “caduto” per poi trascenderla. Un Maestro vive nel proprio corpo di luce e liberamente può muoversi nei vari piani esistenziali ma all’interno dello schema planetario dell’evoluzione umana, usa un corpo fisico. Un Maestro, a seconda della natura della sua missione, prende un corpo fisico mediante la nascita da un corpo di donna oppure utilizza il suo antico corpo con cui prese la “quinta iniziazione” o lo costruisce con un atto di volontà (il “maya virupa”).
Un Maestro è non-locale ma vive dove localizza la propria coscienza anche su più piani contemporaneamente.
Un Maestro non è sottoposto ai limiti di un’attività cerebrale in quanto la sua coscienza è libera da qualsiasi tipo di vincolo corporeo. Pur lavorando con un corpo fisico nel mondo fisico e rispettandone le leggi della coscienza del tempo e dello spazio, può operare contemporaneamente sul piano mentale.
I Maestri non sono solo quelli conosciuti storicamente o presi in considerazione da certe organizzazioni esoteriche ma molti, molti di più. La maggioranza dei Maestri è quella che non ha mai lasciato tracce nelle varie forme di cronache umane.

Tutti i Maestri, con un corpo o senza, appartengono alle Vie immateriali dell’Esistenza perché la loro natura reale è non-locale ma si localizzano, con una mente quale strumento di servizio, dove lo richiede la loro missione.
L’Insegnamento fondamentale di tutti i Maestri, espresso in molte forme diverse, è quello del risveglio del cuore. Con questo insegnamento si intende risvegliare il centro del cuore (Anahata Cakra) perché in esso risiede la coscienza dell’unità di tutte le cose. Con il cuore risvegliato è certa la creazione di giusti e retti rapporti umani e l’elevazione di quel senso profondo che innalza l’uomo alla sensibilità, alla gentilezza, alla bellezza, alla bontà, alla verità.

Il centro del cuore deve risvegliarsi non solo nell’individuo ma soprattutto a livello collettivo in quanto l’esperienza individuo-collettività abbraccia la famiglia, il clan, i negozi, le aziende, le scuole, gli ospedali, i centri commerciali, le comunità virtuali, …

La società è gruppo dal cuore congestionato per l’anomalia egoistica degli innumerevoli individui che la compongono. Gli individui nel gruppo, per eccesso di egoismo, non riescono a vivere giusti e retti rapporti di gruppo.

Gli uomini devono seguire un proposito illuminato e intelligente in funzione di una cooperazione in armonia col gruppo e con il piano dei Maestri.

I discepoli accettati e operanti spesso peccano di orgoglio e cedono all’ambizione spirituale. Tali tipi di reazioni creano un serio problema nella qualità del lavoro assegnato dai Maestri ai discepoli: l’Insegnamento, nella discesa dalla mente al cervello, risulta alterato rispetto a come la fonte ha emanato le conoscenze, le istruzioni o i messaggi. Questo accade quando il discepolo non svolge in profondità il lavoro di base sull’Antahkarana e la mancanza di umiltà e il senso della misura prevalgono. Questo è uno dei motivi principali per cui si sconsiglia al profano, al neofita spirituale e a chi non ha svolto un buon lavoro sull’apparato interiore qualsiasi forma di pratica di Channeling per non prendere lucciole per lanterne, una corda per serpente o per buono ciò che invece potrebbe mettere in pericolo spiritualmente.

Si è diffuso un modello stereotipo dei Maestri del tutto falso.
In molti pensano che i Maestri, in questa realtà umana, non abbiano alcun tipo di difficoltà e che possano, senza alcuna fatica, fare ciò che vogliono, alla velocità della luce, senza rispettare regole alcune.
L’atmosfera sottile terrestre, così satura dei pensieri-forma di ogni tipo, crea innumerevoli difficoltà ai Maestri. Le vibrazioni di questi pensieri-forma tendendo ai regni inferiori assumono la forma di forze ostacolanti. I corpi sottili dei Maestri risentono delle increspature che si vengono a formare, al loro passaggio, nelle atmosfere degli ambienti pregni di vibrazioni basse e oscure. Solo nei casi in cui svolgono in modo mirato vere e proprie operazioni alchemiche su un clima ambientale, non hanno di questi problemi perché agiscono mediante procedure dell’Alto.

Si possono osservare due modi estremi con i quali, la maggioranza dei ricercatori spirituali giunti ad un buon punto del cammino, cadono in errore riguardo al vero Lavoro spirituale e al modo in cui considerano i Maestri.
Il processo di risveglio spirituale non è acquisizione di conoscenza ma di coscienza: è conoscenza applicata amorevolmente nella vita quotidiana.
I Maestri non hanno delle bacchette magiche.
Una gran parte dei ricercatori spirituali fraintendono qual è il vero Lavoro spirituale: accumulano informazioni per apparire eruditi spirituali ma non si accorgono di diventare rigidi, dogmatici, egoisti e anche crudeli.
Mentre un’altra buona parte di ricercatori spirituali si estremizza sul piano emotivo trasformando il rapporto con la spiritualità e con i Maestri in modo sentimentale e favolistico ma a volte anche fumettistico. Immaginano di essere sotto osservazione costante del Maestro e protetti da qualsiasi cosa; si aspettano di vedere risolto ogni piccolo problema senza alcuna fatica e di avere il privilegio di ricevere continui messaggi gratificanti. Ricercano e/o vedono il fenomeno miracolistico continuamente.
Gli uni (gli intellettuali) e gli altri (gli emotivi) ricercano situazioni appaganti ma non fanno lo sforzo di impegnarsi, di lavorare su di sé veramente.

I veri discepoli dei Maestri vengono impegnati in molti tipi di attività a seconda delle loro migliori capacità per meglio servire. Alcuni di loro vengono impegnati ad instaurare retti rapporti umani con personaggi di tutto il mondo, sia tra i più influenti sia tra i più umili ed emarginati, perché osservandoli testimonino le cause, note ed ignote, che sono alla base dei tanti problemi della vita umana.

Nel mondo esistono realmente degli esseri che esprimono il loro livello di risveglio spirituale, ovvero la loro posizione coscienziale, nell’intima funzione di discepoli, di iniziati e di Maestri. Sul piano della realtà, quindi della verità, sono i loro pensieri, le loro parole, le loro azioni a svelare la vera natura profonda del loro Lavoro compiuto.

 tratto da “Il Sentiero Realizzativo” di Rosario Castello (su: www.amazon.it)

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