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550. Roma-Babilonia è servita

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Non tutti sanno, o sono riusciti a comprendere, che ogni Paese, nel mondo, è un simbolo di riferimento per tutti gli altri. Significa che ogni Paese, nel bene o nel male, ha qualcosa di importante da “comunicare” (da “consegnare”) a tutti gli altri, perché si possano, in un modo o nell’altro, risvegliare alla vera realtà di tutte le cose.

In questo tipo di mondo, della Manifestazione Universale (Prakrti), emerge più facilmente l’oscurità anziché lo spirituale e gli “esseri”, che vi si incarnano, risentono di tale oscura natura. Prevale, infatti, nella maggior parte degli enti planetari, del pianeta Terra, il lato oscuro (l’Ombra), attraverso il “senso dell’io”, “ciò che fa l’io”, “l’ego-corpo-personaggio” (l’”ahamkara”, l’io empirico o l’ego che sperimenta e vuole trarne i frutti), il principio del senso dell’io separativo. Questo ahamkara, con tutti i suoi veicoli-corpi (fisico-grossolano,, vitale e mentale), è quello di cui Platone dice: “Esso nasce e muore e non è realmente mai” (Platone, Timeo, 28 a, 3-4).
La spinta della forza-mondo insieme alla sollecitata, oscuramente, energia egoica in espansione producono facilmente dei popoli devoti all’ignoranza metafisica (avidya) che apre la via a quel “Male” ricordato, non sempre in modo appropriato, da tutte le antiche tradizioni relative: “particole” di verità supportate da monumentali impalcature di menzogne.

Gli esseri che si incarnano in questo mondo, soggetti a tali forme di oblio-oscurità, pagano lo scotto di quella primordiale “caduta” spirituale, trasformatasi, successivamente in una nuova ulteriore “caduta” nella “Materia”, con l’incarnazione.
Quell’”errore” si è trasformato in una “discesa-caduta-incarnazione” nella molteplicità ingannevole: lo scopo è stato di far perdere il senso di unità di tutte le cose, far credere e far identificare gli enti con le dualità, con una realtà frammentata dove sembra impossibile potersi ritrovare (da qui i simboli e i percorsi basati sul “labirinto”, divenuto infatti un simbolo universale).

“Giunti all’arte di regnare ed esaminandola a fondo, per vedere se fosse quella a offrire e a produrre la felicità, caduti allora come in un labirinto, mentre credevamo di essere ormai alla fine risultò che eravamo ritornati come all’inizio della ricerca, e avevamo bisogno della stessa cosa che ci occorreva quando avevamo incominciato a cercare”.

Platone (in Eutidemo)

 

L’incarnazione, che sarebbe dovuta essere un’esperienza (per riscattare le motivazioni che hanno condotto alla “caduta”), tipo un viaggio d’avventura si è rivelato un intrappolamento nelle molteplici dinamiche della “materia” e delle insidie della “mente”, necessari veicoli-guaine (la totalità dei corpi grossolani e sottili) per la “discesa-caduta-incarnazione”.
Una prigione-esilio, quindi, dalla quale gli enti planetari non sono stati più in grado di uscirne, di liberarsene (dall’instaurazione del “samsara”, la rotazione ininterrotta del perenne flusso del divenire, quella catena in grado di accogliere-vincolare tutte le differenti condizioni di coscienza che determinano, infine, le nascite e le morti, nelle diverse possibilità di esistenza-esperienza, grazie ai veicoli – grossolani e/o sottili – prodotti dal proprio karman). Significa, in pratica, che questi esseri restano vincolati all’indefinita successione di nascita-vita-morte-rinascita (samcarana) finché non vengono create le condizioni per una effettiva liberazione finale (moksa).

L’”Essere” “caduto” spiritualmente prima (nella “Sfera dell’Alto”), e “decaduto” nella materia poi (nella “Sfera del Basso”), avrebbe dovuto compiere la missione per liberarsi, affrancarsi e prosciogliere i vincoli di maya e del samsara, riscattarsi completamente in una soluzione finale di quella discesa-caduta-incarnazione: ritornare dall’individualità-Jiva al puro Essere-Brahman.
In questo mondo tutte le concezioni materialistiche hanno influito malvagiamente sugli enti planetari trattenendoli dal risvegliarsi e offrendo solo i semi di una disperazione interminabile.
I pochi che si risvegliano, in questo mondo del divenire, soffrono ancora l’impressione dell’incubo del materialismo-oscurità. Nonostante ciò, qua e là, qualche luce debole s’impone come un barlume e l’oscurità fa sentire il suo ghigno.
L’oscurità si avversa con la luce che nutre i diseredati, coloro che soffrono per mano dei potenti crudeli, ciechi e senza cuore.
Il potente che si nutre di oscurità provoca paura e sconforto a chi da lui dipende. Colui che invece si nutre di Luce ridesta, rafforza, rigenera toccando la sensibilità, la ricettività spirituale delle persone, riaccende i bagliori di un cuore che aveva dimenticato come si ama.
L’intera società umana ha bisogno di Luce per essere rigenerata, toccata nel profondo, rifar brillare i valori universali, veicolare gli enti-cittadini verso un “linguaggio” nuovo, verso nuovi ritmi dove l’anima umana in vibrazione esprima in piena libertà l’Etica, la Morale e l’Idealità.

Nella Manifestazione Universale (Prakrti) sono venuti in essere, così, un’infinità di “Mondi” e un’infinità di “Esseri”. Uno di questi “Mondi” è quello degli enti planetari del pianeta Terra: teatro di una grande varietà di esseri. Questo “Mondo” si è equilibrato in modo da permettere la Mescolanza fra Bene e Male: un vero campo di battaglia (il Kurukshetra, l’Armageddon) fra le forze della Luce e quelle delle Tenebre.
L’Idea dell’Uomo e la sua Forma sono il “ricettacolo” degli “Esseri” soggetti alla discesa-caduta-incarnazione.
Nel campo di battaglia l’Uomo dovrebbe essere l’Arjuna illuminato: cioè l’intelletto (la buddhi) nella sua funzione di “discepolo” alla Conoscenza-Vidya; il Jiva che dialoga con l’Atman (nella Bhagavadgita, Arjuna che dialoga con Krsna).

Questo “ricettacolo” accoglie tre tipi di “Esseri”:

  • Coloro che una volta “caduti” si sono subito pentiti, resi conto dell’Errore commesso, ma devono creare le condizioni per un sentiero realizzativo di ritorno alla “Sfera dell’Alto”;
  • Gli “Esseri” estranei al ciclo dei destinati alla Terra (al corpo-specie dei terrestri) che s’infiltrano, a volte per via naturale, a volte per via occulta. Anch’essi, a questo punto, devono percorrere un sentiero riabilitativo verso l’Alto;
  • Gli “Esseri” oscuri, i Demoni (gli Asura), i predoni spirituali. Sono i sostenitori dell’Errore (Lucifero, Satana, il Diavolo, il Drago, il Serpente Antico, l’Avversario, il Tentatore, l’Oscuro Signore, il Princeps Tenebrarum, ecc.), coloro che avversano l’Uomo, la Natura e Dio.

Questi tre tipi di “Esseri” formano l’antica Mescolanza sulla terra: un’Umanità impossibilitata a sperimentare l’Unità.
La Mescolanza esiste ormai, nell’oggi, anche nel pubblico e nel privato: è diventato difficile distinguerli, separarli con il diffuso comportamento corruttivo assunto dagli individui come fosse normale.

In questo tipo di Mondo, così fatto, prevale diffusamente quella sorta di fenomeno sociale in cui tutti sono contro tutti. Vero o immaginario esiste sempre un “nemico” (un avversario).

L’Umanità, oggi, è giunta alla conclusione di molti Cicli di possibilità e nonostante il mondo sia quasi totalmente nelle mani dell’Oscurità (le Forze Involutive) ha ancora una grande occasione: nonostante tutto, la Luce non è stata espulsa, non sono riusciti a bandirla. La Luce, sul pianeta Terra, è rappresentata da un certo numero di “Esseridiscesi-incarnati appositamente, non soggetti all’influsso dell’oscurità e dell’oblio. Questi “Esseri” (“Maestri e iniziati”) sono riusciti, nel tempo, ad innescare il processo di risveglio di una certa moltitudine di enti planetari (a diversi livelli e gradi di risveglio, cioè a diverse posizioni coscienziali), che svolgono (consapevoli o meno), in ogni dove, un egregio Lavoro. Non basta, ovviamente, ma è sufficiente a mantenere la presenza della Luce e a farne irradiare la potenza in questo mondo, per lasciare sempre aperta la porta ad una possibilità.
Questi iniziati autentici, naturalmente, insegnano, non predicano: l’iniziato della Luce non impone, non costringe, non asserve, usa un “fuoco” che non brucia ma riscalda, rigenera e indica la via.

Ritornando al fatto che ogni Paese è simbolo di riferimento per tutti gli altri, per qualcosa da comprendere, per qualcosa da rettificare, si vuol spendere qualche parola per dare senso e significato al titolo di questo articolo (Roma-Babilonia è servita).

Dire “Roma” (“la città dai sette colli”) ormai è dire “Italia”. Parlare di Roma è parlare degli italiani: di cosa “sono” diventati e cosa “non sono”riusciti ad essere.
Le somiglianze tra Babilonia e Roma sono sorprendenti sotto molteplici aspetti: Roma come Babilonia la città ma anche il regno omonimo. Il legame occulto con l’antica Babilonia esiste e il famoso titolo “Pontifex Maximus” assunto dai Papi lo conferma, perché indica il proseguo di un filo occulto che procede da Nimrod ai Re dell’Impero Romano, e quel legame è giunto fino all’odierna Roma, mantenendo inalterate certe dinamiche sotterranee del “potere nascosto”.
Babilonia significa “Porta degli Dei e/o del Dio”, in sumerico è Ka-dingir-ra; in accadico Bab-ili; in ebraico Babel ; in greco Babylon.
Come città, Babilonia, fu una delle più popolari del mondo antico. Il tempo del suo massimo splendore, dal punto di vista umano, coincide con il massimo della sua oscurità. In essa si erano concentrati innumerevoli culti, tutti oscillanti tra la Luce e le Tenebre: vi erano più di sessanta Templi ufficiali, mille cappelle per diverse divinità, quasi 400 altari per divinità varie. Si praticava la magia, più nera che bianca, la stregoneria, forme oscure di divinazione, pratiche di magia sessuale aberranti, sacrifici, forme di cannibalismo rituale, un culto pari a quello del satanismo di oggi, ecc.
Corruzione, degradazione, violenza erano la norma, una costante la promiscuità di lingue, di culture, di razze, di sessi. Babilonia di allora è la Roma di oggi.
La fede oscura, che sacrifica intere nazioni, oggi opera concretamente a Roma-Babilonia perché ne usa la forza occulta detenuta dal più potente luogo-simbolo: un incrocio di potenti antiche egregore influenzanti alimentate ancora dai riti innominabili di certi attuali uomini del potere, alcuni veri sacerdoti oscuri di una gnosi segreta, crudele e cruenta. Questi uomini del potere sciupano la bellezza perché ignorano la sacralità della Vita. I pochi officiano e manovrano, i più, invece, illudendosi di far parte di una elevata elite di iniziati servono opere oscure la cui ricompensa a loro basta ma non sanno di essere solo meschine pedine, pupi inconsapevoli di un vasto teatro di pupari crudeli.
Roma-Babilonia incarna tutta l’oscurità e riesce ad ingannare con i luccichii delle tante sfaccettature dello smeraldo di Lucifero: dietro i luccichii si nascondono uomini meschini, demoni potenti in giacca e cravatta e centri di potere diabolici.
L’angelus malus esercita una cattiva influenza sulle coscienze addormentate degli uomini perché li trasforma facilmente in umani inconsci agenti del Male.
Roma evoca nell’immaginario collettivo, consciamente e inconsciamente, l’antico impero romano ma anche quelli precedenti, della Grecia e dell’Egitto, perché ad essi connessi per varie ragioni. Evoca anche certi culti (statue, altari, simboli, riti, ecc.) i cui codici riportano a tempi antidiluviani, all’antica Lemuria e all’antica Atlantide (cadute anch’esse nell’oscurità) ed anche a certi eventi accaduti, più o meno, diciottomilioni di anni mortali fa: l’evocazione inconscia miscela, come una magica alchimia, i flutti che si incrociano provenienti dalle singole subcoscienze ai flutti dell’inconscio collettivo.
La maggior parte di coloro che vivono a Roma non si accorge di cosa sta accadendo sotto il proprio naso: il sonno della coscienza non permette di vedere, di sentire, di percepire, di comprendere sotto la giusta luce i fatti che giornalmente accadono.
Roma-Babilonia (centro nevralgico-simbolo del mondo) respira la degradazione, la corruzione, l’aggressività, la violenza, l’indifferenza, il malaffare, la sofferenza, la paura, la disoccupazione, la precarietà, la povertà, l’ingiustizia, la mediocrità, l’incapacità, l’egoismo, la voracità e il narcisismo dei governanti.
Roma-Babilonia raccoglie in tutte le possibili contraddizioni che confondono le persone sane e buone: sacro e profano, mischiati sotto la luce di un pressapochismo disonesto, minano l’equilibrio di molte migliaia di persone che la abitano.
Nella Roma-Babilonia di oggi certi collegamenti, generati nel lontano passato e consolidati lungo il tempo, sono un dato di fatto: l’”Ordine dell’Antico Serpente” (sopra tutti, il più antico e il più invisibile), l’”Ordine del Tempio”, il “Priorato di Sion”, la “Massoneria” (tra logge inferiori e logge superiori), la “Rosacroce” (Nera), gli “Illuminati”, l’”Ordine della Rosa Rossa”, l’”Ordine Martinista”, la “Societas Iesu” (la Compagnia di Gesù, i Gesuiti), il “Sovrano Militare Ordine di Malta” (nome abbreviato), i “Cavalieri di Colombo” (i Figli di Colombo), l’”Opus Dei”. Queste istituzioni influenzano “certe cose” a livello internazionale (economico-finanziario) per portare a compimento un piano planetario segreto ma ognuna di loro, nel servire il piano, cerca la propria egemonia sulle altre. Essendo ognuna, a dir loro, di stampo spirituale dovrebbero tendere le mani verso il cielo e non insediarle, astutamente, verso il potere del mondo finanziario.
I “Trattati di Roma” (firmati a Roma il 25 marzo 1957) cavalcano il significato della Roma-Babilonia simbolo, Trattati concepiti e approvati prima nell’ambito del Bilderberg, con l’influente presenza del gesuita Joseph Retinger (uomo di facile accesso al cospetto del presidente degli Stati Uniti, ma anche agli alti vertici della Massoneria, a circoli esclusivi della politica internazionale e a certe società francesi del tipo fin de siècle, ed altre ancora).
I fili occulti del “potere nascosto” giungono a Roma-Babilonia dalle più lontane Logge di potere economico-finanziario per dettare le linee guida del segreto piano planetario giunto alle sue fasi finali. Non a caso sono state diffuse, sulla cronaca degli ultimi tempi, rivelazioni a dir loro clamorose di “Massoni” di ogni tipo e grado, logge, superlogge, di complotti, di segreti, di coinvolgimenti a più livelli sul piano internazionale. Questa Massoneria, da molto tempo ormai, nulla ha più a che fare con il vero esoterismo, con il vero iter iniziatico-spirituale, con la ricerca della verità assoluta. Noi non vediamo alcun iniziato vero in tutti quei nomi, noti e meno noti, emersi sulle pagine della cronaca. Vediamo, invece, gente arricchitasi con metodi e sistemi crudeli, a spese di una maggioranza innocente resa colpevole ad arte per convenienza. L’incapacità di questi innocenti cittadini-contribuenti, a saper reagire correttamente, ha fatto in modo che sottraessero l’ultimo brandello di sovranità popolare. Iniziati dell’inganno, della falsità, iniziati-inversi della contro-iniziazione, questi sì li vediamo benissimo. L’alta finanza internazionale è il canale esterno di questi “centri di potere” per realizzare i disegni di questa elite occulta che tira le fila di tutti i governi ufficiali dei Paesi del mondo.
Esiste un solo governo che amministra tutti i popoli, dietro tutti i governi ufficiali di ciascun Paese del mondo: quello dell’elite occulta (il Collegio Invisibile) che controlla, manipola e dirige grazie alla rete di società segrete che prendono “ordini” da questo (Piano-Azioni planetario), la potente casta dei banchieri, i mediocri burattini della politica e infine, per loro tramite, i manipolati cittadini, all’oscuro di tutto, che realizzano, senza saperlo, tutti gli infausti disegni programmati.
Tutti i “centri di potere” (centri occulti, società segrete, logge, superlogge, Fondazioni, ecc.) sono organizzati in modo gerarchico e coordinati dall’alto (dai potenti invisibili) perché inseguono un fine comune.
Roma-Babilonia, cioè l’Italia di oggi, è il risultato di ciò che i poteri occulti hanno preparato per molto tempo, in più riprese: un Paese senza più identità. Negli ultimi sessanta anni, e soprattutto negli ultimi venti, gli italiani hanno visto solo i piani di disgregazione voluti dall’elite: pezzi d’Italia svenduti sia a privati italiani sia a privati stranieri. È stata servita una tavola di cannibalizzazione del proprio Paese.
L’urlo ignorante del 24 novembre 2014, da parte di una fazione politica, non è stato l’urlo della vittoria di qualcuno ma l’avanzamento ulteriore dell’”Ignoranza”, della degradazione, dell’egoismo becero, della pochezza, della vacuità degli uomini della politica, il trionfo della sottocultura, lo stillicidio dei valori universali di cui gli italiani non sanno più servirsi. È stato il grido dei nuovi barbari che vogliono depredare, ancora di più, Roma-Babilonia, il grido di chi fomenta la guerra per interessi e privilegi personali ma non vuole assolutamente la pace e il bene del Paese.
Per questi ulteriori barbari le oche del Campidoglio, sacre a Giunone, questa volta non cominceranno a starnazzare per avvertire del pericolo, non daranno alcun segno: non c’è più distinzione tra gli animali e l’animale-uomo involuto e decaduto.
È in corso il tentativo, dissimulato, di uccidere la democrazia, i diritti umani, le libertà, la sovranità popolare: il passaggio, poco disturbato, del Jobs act del 25 novembre 2014, alla Camera è la prova tecnica di avviamento invisibile di una nuova forma di “istituzione della schiavitù” per le nuove generazioni, la prova di come si estingue un Paese dal futuro. L’Italia, infatti, è stata trasformata da molto tempo in un “paese laboratorio”: l’ordine del giorno per questa officina è “far finire la democrazia” (senza darlo a vedere). Si sperimenta per poi passare alle altre democrazie occidentali.

Il Sistema-Paese di Roma-Babilonia, continuando a ricevere gli assestati colpi dell’inciviltà (vedi il vergognoso scandalo di “Mafia-Capitale” – Operazione “mondo di mezzo”), grazie ai politici mediocri, corrotti, egoisti ed ignoranti, crolla a pezzi e le fogne lasciano emergere oltre alle nefandezze anche i topi, che si credevano aquile e leoni, al servizio del vero “potere nascosto” da svelare.
La legalità è stritolata e l’illegalità si è imposta a normalità del Sistema-Paese.

Lo stato attuale di Roma-Babilonia è simbolo di una colossale sconfitta dell’Umanità che persegue, continuando a sbagliare, a ricercare l’inesistente, a confezionare, ancora, non poche identificazioni con le apparenze, vincolandosi, senza che sia necessario, ad una instabile realtà di incertezze e di paure. Si inseguono i risultati di percezioni erronee costruendo sogni impossibili, preferendo le suggestioni alla vera Realtà. Ma che spettacolo è quello che sta offrendo Roma-Babilonia?
L’illusorietà di una forma-immagine che se ulteriormente inseguita farà sprofondare tutto, in gran parte, verso il basso infra-umano.
Coloro che sono intrinsecamente dediti al male sono al servizio del “potere nascosto”, e difficilmente potranno liberarsi; ma quelli che imitano soltanto i comportamenti dei malvagi facendone uno stile di vita, perché vittime di astute insinuazioni, potranno risolvere cambiando improvvisamente con una scelta consapevole.

Roma-Babilonia è pronta a sprofondare nel baratro più profondo, ma non ancora fisicamente.
Non tutto è perduto ma l’ultima fenditura dove ancora passa un po’ di luce non basta più.
Roma-Babilonia è collegata occultamente (oscuramente) a Londra-Troia (l’antica città), a Parigi, a Berlino, a Praga, a Cracovia, a Madrid e, con alcuni “fili”, a Washington, a New York e a Los Angeles. In questi luoghi-simboli sono approdati, in ciascuno di loro, uno dei 49 Cavalieri guerrieri (emissari del Centro Spirituale Supremo), “senza cavallo e senza spada” ma armati delle loro capacità sovramundane, Cavalieri già menzionati nei nostri lavori: officeranno il Solstizio d’Inverno 2014 per direzionarne le “energie”, disegnando un potente invisibile Yantra propizio.

Il “potere nascosto” ha un controllore occulto, un centro potere che esercita la propria influenza sopra i poteri del potere di tutti gli Stati del mondo, un’autorità nascosta ma più forte di tutte le autorità ufficiali, un potere che può incidere pesantemente quando e come vuole. Questo controllore occulto dosa, corregge, rettifica, allinea, separa, disgrega: padroneggia sul corso degli eventi ed impone i ritmi ai veri o falsi mutamenti. Cancella uomini, idee ed eventi crudelmente e spietatamente.

Gli enti planetari vivono immersi in un’era narcisistica che “qualcuno” ha creato appositamente per indebolire l’essere umano. È stata cambiata, volutamente, la percezione degli individui grazie all’invadenza dei mezzi di comunicazione entrati nel privato di tutti.
Fortunatamente non tutti hanno scelto l’ottundimento.
C’è un “punto”, una specie di cerniera, dove avvengono continui “scambi” tra le pulsioni soggettive e le intimazioni oggettive degli ambienti circostanti (sociale e cosmico): in tale “punto” si situa una “potente possibilità” per l’uomo già sveglio, per chi si sta risvegliando, per chi si voglia risvegliare.

 *****

“(…) Il Lato Oscuro del Potere c’è e si manifesta attraverso la più antica aggregazione di esseri potenti, chiamati gli “Splendenti” e rinominati “Illuminati” e “Serpenti”, sotto la forma di un ordine esoterico chiamato “Ordine dell’Antico Serpente”.
Questi esseri, ai tempi antidiluviani, venivano chiamati “Splendenti”, dalla radice NHSH della parola “Serpente” (NAHASH) che significa “Illuminare”.
Da millenni rafforzano ed espandono il loro potere nascosto attraverso una miriade di società segrete dalle più diverse connotazioni le une dalle altre (…).

“(…) Se volessimo riassumerne la sostanza, potremmo dire semplicemente, che una parte di umanità appartiene al Caos: in essa risiedono quegli “Esseri Luminosi delle Origini” decaduti (i famosi Angeli Ribelli), per disubbidienza, dal Regno Spirituale e che nel mondo, incarnano il Male-Caos. A questa umanità appartengono i membri dell’Ordine dell’Antico Serpente. Questa umanità è sensibile al Male: è spinta più facilmente a servire l’Oscurità.
L’altra parte di umanità appartiene al Cosmos: vi risiedono quegli “Esseri Luminosi delle Origini” che non hanno partecipato alla Ribellione ma che nell’incarnarsi, negli enti planetari (del progetto”Uomo”), si sono lasciati, dopo molte ere, corrompere sempre di più sperimentando un’ulteriore “caduta”: sono addormentati nella coscienza ma non hanno l’indole al Male se non dietro “influenza” oscura. Sono risvegliabili e vengono toccati dal senso di responsabilità perché comprendono facilmente le conseguenze delle proprie azioni. Questa umanità è sensibile a servire il Bene, la Luce (…).

“(…) Gli iniziati-inversi dell’Ordine dell’Antico Serpente si muovono secondo la visione della loro fede oscura che vede e prende in considerazione solo “due forze contrapposte”: l’equilibrio di queste due forze mantiene in esistenza l’intero universo.
Rivendicano la loro perduta condizione originaria manifestando uno smisurato potere, mediante la conoscenza dei principi e delle pratiche occulte, per avere dominio, controllo e facoltà di attuazione dei loro scopi oscuri.
Il perduto “potere del verbo creatore”, posseduto naturalmente alle origini, nel Regno Spirituale, lo riscattano attraverso l’esercizio calibrato del potere nascosto per influire sulla sollecitazione del polo negativo delle “due forze contrapposte”. Si muovono in tal senso per ottenere una intensità variabile, rispetto all’equilibrio divino delle “due forze”, nella direzione opposta alla Luce. Ciò li fa sentire potenti e avversi al Dio vero. Sono consapevoli di alterare un processo cosmico e amano ricorrere al potere delle conoscenze occulte, per neutralizzare il naturale processo di ribilanciamento delle “forze” senza riceverne danno alcuno.
Gli Illuminati vogliono mantenere l’equilibrio, delle “due forze contrapposte”, spostato verso il Caos.
Favorire il Caos significa assicurarsi il regno di questo mondo. Per questo ogni religione, ogni culto, ogni società segreta, ogni organizzazione di loro interesse, contengono sia enti del Caos sia enti del Cosmos (…).

Rosario Castello
da Il Chiaro e lo Scuro nel Mondo

 

*****

Roma-Babilonia è servita.
Roma-Babilonia incoronata dal progetto ambizioso, ma fallito in partenza, della “raccolta differenziata” (la menzogna di essere pronti ad affrontarla mentre la verità è ovunque sotto gli occhi di tutti), si fa “simbolo” dello stato-condizione in cui versa l’Italia (rappresentata da una Capitale decaduta) grazie ai suoi governanti (bugiardi e incompetenti) e, purtroppo, anche alla gran parte dei governati diseducati alla Civiltà. Le strade pulite e senza buche di chi conta, e le strade sporche a groviera dei cittadini comuni, sono il segno del fallimento di chi ha governato prima e di chi sta governando adesso. La soluzione sarebbe semplice: ripulire (con la doccia dell’Etica, con la piscina termale della Morale e con l’oleazione salutare, che purifica, dell’Idealità) le “menti”, i “cuori” e le “strade” che fanno il mondo.

*****

“(…) Gridò a gran voce:’È caduta, è caduta Babilonia la grande ed è diventata covo di demoni, carcere di ogni spirito immondo, carcere d’ogni uccello impuro e aborrito e carcere di ogni bestia immonda e aborrita. Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione, i re della terra si sono prostituiti con essa e i mercanti della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato’. (…)”.

Apocalisse 18, 2-3

 

 


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