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776. “La mia vita è il mio messaggio”

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Quanti possono vantare di essere in grado di affermare una frase così importante, colma di grande responsabilità?

Non dovrebbero, forse, poterla affermare i religiosi, i filosofi, i sociologi, i medici, gli economisti, i politici, i governanti, i membri della classe dirigente?

Sappiamo tutti benissimo che non se lo possono permettere.

Eppure questi signori pretendono, dalla maggior parte dei cittadini, “cose” che loro non si sognano neanche lontanamente di rispettare.

Facciamo un esempio.
Il Partito Democratico italiano, di cui continua ad essere segretario l’illegittimo ex premier Matteo Renzi, non ha pagato idebitidovuti fatti per sostenere l’allora campagna referendaria del 4 dicembre 2016 contro la Costituzione italiana (campagna battuta dalla vittoria del No dei venti milioni di italiani che si sono pronunciati contro le riforme Renzi-Boschi-Verdini).
L’ex illegittima ministra Elena Boschi, nonostante l’ovvietà della sconfitta, continua a sostenere che sono stati gli italiani a non comprendere il grande beneficio che si sarebbe tratto dal passaggio della riforma. La mediocrità che offende gli italiani non sa vedere oltre la propria cecità coscienziale, sostituendo la realtà oggettiva che ha di fronte con più rassicuranti visioni psicopompiche.

Il Pd, quindi, non si può permettere di affermare che “La mia vita è il mio messaggio” (compresi, ovviamente, tutti i responsabili del Pd).
Eppure Renzi, nei suoi tre anni di governo illegittimo (non votato dagli italiani ma impostosi, un governo per niente di sinistra e per niente democratico), ha preteso dagli italiani quello che per stesso non fa contare, non fa valere. I cittadini sono costretti a pagare i propri debiti e senza alcuna comprensione umana (mentre il tesoriere del Pd chiede di poter avere più tempo).
Perché un partito politico si può permettere di continuare a ben vivere, facendo anche altri debiti, con un indebitamento di ben 7,7 milioni di euro da dare ai fornitori della “campagna per il Sì”?

L’intera campagna è costata 14 milioni di euro.
Quanti cittadini in difficoltà si sarebbero potuti aiutare?

A soffrirne (con una cassa integrazione e probabili licenziamenti), eventualmente, saranno i tanti dipendenti che lavorano nel partito, non i politici, compresi i 184 assunti del Nazareno.

Un partito così mal gestito come il Pd (9 milioni e mezzo di euro di rosso) come pretende di poter dare fiducia ai cittadini con i suoi “programmi” (ancora fantasmi) di governo?
Il Pd è infatti il riflesso del disastroso governo illegittimo (costituito da manovre tecniche di autoritarismo) di Renzi, che ha disastrato l’Italia e i suoi cittadini più di come fossero prima del suo insediamento (dopo tre anni gravosi di annunciazioni ha saputo sottrarre l’Art. 18, imporre un iniquo Jobs Act e produrre una crescita zero).
Non si può non ricordare l’imposta operazione degli F-35 voluta da Renzi, del quale si è tanto vantato. L’operazione avrebbe dovuto avere interessanti ricadute occupazionali ed economiche, come sostenuto fortemente da Renzi a suo tempo, ma è risultata un flop. I posti di lavoro non saranno 10.000 ma 3.586 e a guadagnarci sono stati solo gli americani della Lockheed Martin (in tre anni ha triplicato la sua quotazione in Wall Street). Invece la Leonardo e le altre aziende italiane finora ci hanno solo rimesso rispetto alle fieristiche previsioni.

Un segretario di partito che non è nemmeno capace di rendersi conto di dare una cattiva immagine di sé (arraffona, autoritaria, egoista, ignorante, spavalda, arrogante, presuntuosa, insincera, ecc.) che annaspa a destra e a manca per acchiappare consensi difficili, è qualcosa di pietoso come tutto il contenuto delirante e alienante del suo ridicolo libro che chi dovrebbe dirglielo non glielo dice. Di amici veri non ne ha: altrimenti già da un po’ gli avrebbero consigliato di cuore di sparire dalla politica, di farsi dimenticare, di riuscire a fare altro, qualcosa di utile davvero. Tanto la pensione da “dirigente” (senza mai averlo fatto veramente, senza averne mai avuto il tempo nell’azienda di mamma-papà) è riuscito a strapparla e accollandone il costo ai contribuenti. Per un ego-centrato di grosso spessore (pallone gonfiato alla mongolfiera che non è in grado di guidare se stesso) comprendiamo la notevole difficoltà che incontra per rinunciare a quella visibilità che lo nutre, che gli dà quell’ebbro che non riesce a provare in nient’altro, a quanto pare. Della decadenza, se non se ne prende consapevolezza, può derivare una insidiosa patologia della personalità.

Un Pd (renziano) che mette i dipendenti in cassa integrazione e in licenziamento dimostra chiaramente di non essere in grado, di non sapere risolvere il “problema Lavoro” dei molti milioni e milioni di italiani disoccupati, licenziati, cassintegrati, precari, pagati in nero, sottopagati, impoveriti.
La stessa Fondazione OPEN (di cui è presidente l’avvocato Alberto Bianchi, messo anche nel Cda di Enel, speriamo bene) di Renzi è in rosso di 165 mila euro: nel 2016 con la raccolta fondi per il SI al Referendum Costituzionale ha quadri plicato il bilancio (i contributi incassati da 487.635 a 1,9 milioni di euro, più dello stesso Pd che ne ha raccolto 1,5).
Stiamo parlando di gente che ha promesso ai cittadini “mare e monti” e ha dimostrato, in quasi quattro anni, di aver saputo offrire, all’Italia in difficoltà, solo “fango e polvere” (il mare e i monti non si sono visti).

Ovviamente non è l’unico partito politico mal gestito: tutti i partiti non sono in grado di affermare tranquillamente: “La mia vita è il mio messaggio”.

Il Pd “promette” a parole di pagare questo debito nel 2018. Ai cittadini non vengono richieste “promesse” ma gli si intimano immediati pagamenti, pena indiscutibili pignoramenti e sequestri per mancata liquidità.

Anche il piano di chiusura, liquidazione del Pd, e il dar vita ad un’eventuale “qualcos’altro” di diverso sarebbe immorale, un atto di disonestà. I debiti non si liquidano in questo modo furbesco.

Cambiare “nome e forma” ad un partito politico, quando rimangono le stesse teste immorali e le stesse anime oscure, prefigura la totale assenza di considerazione nei confronti dei vecchi elettori del vecchio partito ma anche nei confronti di tutti i cittadini. Si tratterebbe solo di una sporca operazione di insidia, di sovrapposizione, di sovragestione, una manipolazione per ingannare i cittadini e far credere di essere un “nuovo” che non può assolutamente esserci. Un Renzi mascherato si riconoscerebbe per forza così come un Berlusconi anche se mascherato da supereroe dimagrito.

È una cosa vergognosa che a pochi mesi dalle elezioni politiche, dopo anni che i cittadini non hanno potuto accedervi come sarebbe stato loro diritto, non si vedano dei veri e seri “programmi” di governo su “carta” (sui quali poter riflettere), per un serio impegno per i cittadini-contribuenti-elettori. Nessun partito politico ha diffuso “programmi” scritti da poter leggere con calma e riflettervi sopra. Come mai? Semplice. Perché il loro vero e solo interesse è riuscire a strappare consenso in qualsiasi modo e mettere le mani sul “potere” che li inebria e concede loro privilegi, guadagni, visibilità. È questa ormai la mediocrità al potere.

Non è da meno il partito Forza Italia, che più che un partito è la guaina del supereroe Silvio Berlusconi che la indossa a convenienza, sempre seguito da una corte di servi. Anche con Forza Italia non si è visto un vero e proprio “programma” scritto che i cittadini possano leggere e riflettere: solo ectoplasmi, con il compito di convincere ancora una volta gli italiani, che escono dalla bocca del Drago (l’iniziato, perché tale Berlusconi si considera; si è fatto la personale “Loggia del Drago” apposta per non essere contrastato e contraddetto da nessuno, ma non va dimenticato che è stato un membro di rilievo della Loggia P2 di Licio Gelli, e che nei suoi governi si è sempre  portato dei piduisti che lo hanno servito, realizzando quasi tutti i contenuti del famoso “Piano di Rinascita Democratica”). I suoi alleati, sia di un tempo sia di oggi, fanno finta di non sapere con chi hanno a che fare, perché loro conviene, possono guadagnarci.
Silvio Berlusconi non è il supereroe che vuol far credere di essere agli italiani. Non ha iniziato la sua fortuna perché sin dall’inizio è stato più bravo e più intelligente di tutti gli altri. Dopo la laurea, senza alcuno sforzo e fatica, nel 1961 riceve facilmente una fideiussione (190 milioni di Lire) dalla Banca Rasini dove il padre, Luigi Berlusconi, occupava la funzione di procuratore generale con diritto di firma. Nessun contrasto, nessun controllo: non serviva. Non tutti i figli degli italiani di allora hanno potuto cominciare così, senza un padre come il suo. Non è stata, quindi, una sua bravura, né ha avuto un qualche ruolo la sua intelligenza. Forse nel mattone prima e nella tv dopo: ma non è detto si trattasse di intelligenza, bravura, capacità. Nel 1983 viene scoperto, dalla Magistratura (blitz del 14 febbraio 1983), che la Banca Rasini era la Banca della Mafia nel Nord Italia (i migliori clienti della banca risultano Totò Riina, Bernardo Provenzano e Pippo Calò). Non basta: mentre Luigi Berlusconi risulta ancora procuratore generale della Banca Rasini questa entra in rapporti d’affari con la Cisalpina Overseas Nassau Bank (risultano nel consiglio d’amministrazione Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus, presidente dello Ior) e proprio lui ratifica l’operazione bancaria (senza vedere, senza sapere, senza capire, ovviamente). Nel 1998, dopo che nel 1992 la Banca Rasini viene inglobata nella Banca Popolare di Lodi, vengono sequestrati tutti gli archivi della Banca e risulterà tra i correntisti Vittorio Mangano (pluriomicida di “Cosa Nostra” definito, da Paolo Borsellino, una delle “teste di ponte dell’organizzazione mafiosa del Nord Italia”), il mafioso che ha abitato, dal 1973 al 1975, come “stalliere” nella villa di Silvio Berlusconi e conosciuto anni prima da Marcello Dell’Utri (ex senatore di Forza Italia condannato, nel 2014, in Cassazione a 7 anni per “concorso esterno in associazione mafiosa” di cui la Procura ha detto: “È stato il garante dell’accordo tra Berlusconi e Cosa Nostra”). Marcello Dell’Utri è stato condannato ulteriormente con quattro anni per frode Iva da 43 milioni di euro, perché ha frodato l’erario nel periodo 2005-2011. Berlusconi ospite alla trasmissione “in Onda“ su La7, qualche giorno fa, ha dichiarato che Forza Italia verrà completamente rinnovata: affermazione ridicola dal momento che sarà sempre lui il patron del partito, e sempre solo lui a decidere qualsiasi cosa. Inoltre ha ostentato un particolare messaggio, non proprio occulto, in cui ha dichiarato che Marcello Dell’Utri, un uomo buono, intelligente, di grandi capacità, si trova in carcere condannato ingiustamente (giudicando errata la sentenza della Cassazione, sminuendo e adombrando il minuzioso operato dell’apparato giudiziario e cercando di ledere l’immagine della Giustizia agli occhi dei cittadini a cui lui vorrebbe strappare il consenso).
Nel 2013 è Berlusconi che viene condannato a quattro anni per frode fiscale (di cui tre condonati dall’indulto) nel processo Mediaset (sconterà la pena con la buffonata ai servizi sociali per un anno in una casa di riposo per anziani). La condanna lo ha fatto decadere da senatore.
Come potrebbe avere la fiducia degli italiani nel momento in cui gli chiederà di pagare le tasse che lui ha evaso con i sistemi che i normali cittadini non possono nemmeno sognare di poter usare? Mettere in discussione la sentenza di Cassazione su Dell’Utri che significato potrebbe assumere per un futuro governo eventuale da lui diretto e/o etero-diretto? Un già condannato per frode fiscale e un sospettato per mafia può guidare un governo (stando alle ultime dichiarazioni di Giuseppe Graviano – arrestato il 27 gennaio 1994 a Milano, il giorno dopo l’annunciata discesa in campo di Berlusconi con Forza Italia la cui creazione occulta è avvenuta da un’idea del 1992 concretizzatasi nell’aprile 1993, alla vigilia della prima ondata delle stragi di mafia di Roma e di Firenze  –, sulle stragi del ’93, acquisite nella documentazione del processo sulla Trattativa Stato-Mafia)?
Testimonia Enzo Cartotto che nel maggio-giugno 1992 viene contattato da Marcello Dell’Utri per coinvolgerlo in un progetto politico: si tratta del progetto che sfocerà in Forza Italia. A seguito dell’incontro Cartotto comincia a lavorare al progetto negli uffici della Publitalia. Anni in cui “qualcuno” più in particolare degli altri si aziona, in modo occulto, per la Trattativa Stato-Mafia e trarne i massimi vantaggi. Dietro le pareti di molte persone per bene vengono decise cose terribili e indicibili.
Una cosa è certa: sia Silvio Berlusconi sia Marcello Dell’Utri non si possono permettere di affermare: “La mia vita è il mio messaggio”. I cittadini se ne rendano conto.

Cosa dire della Lega Nord, probabile alleato di governo di Forza Italia? Anche la Lega ha i suoi guai. Umberto Bossi è stato condannato a 2 anni e mezzo per “Truffa allo Stato” (soldi pubblici ottenuti illegittimamente) e l’ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito, è stato condannato a 4 anni e 10 mesi.
Sintesi: il Carroccio dovrebbe restituire 49 milioni di euro. Verranno mai restituiti veramente questi soldi rubati? Quante persone vere in difficoltà si potrebbero aiutare?
Matteo Salvini, l’attuale segretario del Carroccio, è veramente ridicolo nel sapere dire soltanto, dopo tale condanna superprovata “Noi siamo parte lesa”. Ma “… noi …” chi?; “parte lesa di cosa?. La Lega Nord di oggi è la stessa Lega Nord di un tempo, addirittura ancora la stessa sede. Non si può nemmeno dire la vecchia Lega Nord e la nuova Lega Nord. Nuova di cosa? In quella vecchia Lega Nord c’erano tutti, anche il giovane segretario Matteo Salvini. Allora Salvini era pure dipendente del partito facendo il direttore di Radio Padania, radio finanziata con quei soldi presi. È facile addossare la colpa tutta su Umberto Bossi. A tavola erano in molti. È facile oggi sostenere di non aver visto, non aver sentito, non aver capito.
Una cosa è certa, anzi certissima, anche la Lega Nord e Matteo Salvini non si possono permettere di affermare “La mia vita è il mio messaggio”.

Facciamo un altro esempio.
Perché sia la sinistra sia la destra non si possono permettere di affermare “La mia vita è il mio messaggio”?
Perché nelle loro risposte comportamentali e comunicazionali dimostrano di essere corrotti moralmente, eticamente, mentalmente, culturalmente anche se questo tipo di corruzione non è penalmente perseguibile. Non mettono in azione “cose” che favoriscono i cittadini-contribuenti in difficoltà ma fanno solo quello che permette loro di mantenere il potere e i privilegi conquistati e/o arginano quello che può compromettere ciò che imbastiscono tirando i soliti fili occulti.
Un esempio di risposta comportamentale e comunicazionale dalla piena inopportunità politica è stata la volontà di nomina, in totale accordo tra destra e sinistra, di Giovanni Melillo a responsabile, guarda caso, alla Procura di Napoli che ha scoperto il caso Consip (una matassa ingarbugliata di interessi forti che sembra riguardare molti). Un perfetto accordo di quattordici voti di Melillo su i nove dello sfidante Federico Cafiero de Raho. Un’incomprensibile decisione del Csm che dovrebbe essere più che attento sia alle eventuali incompatibilità sia alle inopportunità politiche. Ai primi di marzo Melillo era ancora (in pieno caso Consip) il capo Gabinetto del ministro della Giustizia Andrea Orlando.
Perché su una tale decisione sia la destra sia la sinistra concordano perfettamente nello stesso momento in cui, nel clima elettorale inflitto ai cittadini, entrambi ostentano sceneggiate di piena discordanza? I cittadini riflettano bene.

I cittadini sono visti da tutti i politici solo strumentali alle ambizioni in agenda da realizzare.
I cittadini son visti solo per essere usati, manipolati, assoggettati e ridotti a marionette economiche nelle loro mani, per servire i fini oscuri dei “poteri forti” e dei “poteri occulti” sovranazionali.

Cosa dovrebbero fare i Cittadini in tale disastrosa situazione?
Manifestare il proprio dissenso alla politica dell’inganno: pretendere la vera applicazione della Costituzione italiana (anche come “programma di governo”) in tutte le “questioni” italiane.

 

 


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