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780. La percezione del sottile invisibile

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Tutte le cose che si trovano all’interno della Manifestazione Universale (prakrti), nei suoi aspetti grossolana, sottile e causale, sono le une legate alle altre (vicine o lontane che siano), al punto tale che il semplice toccare un corpo può turbare una stella.
Gli enti planetari hanno in la possibilità di percepire ciò che è vicino e ciò che è lontano attorno a loro, ma ne hanno perso la naturale capacità. Hanno spento i “circuiti” (“nadi”) preposti in loro a tale funzione naturale.
Un ente planetario, nella sua condizione di “risvegliato”, è in grado di percepire (sentire-vedere) emozioni o stati d’animo di un individuo venendo a conoscenza delle sue inclinazioni, dei suoi sentimenti, delle sue idee. Un ente planetario anche se obliato, cioè “non risvegliato”, è funzionante nel suo complesso “sistema vita” (grossolano-sottile-causale), quindi irradia verso l’esterno, comunica, parla un linguaggio non-verbale di cui non è consapevole: ciò che tiene dentro di sé come “segreto” in realtà può essere letto, da chi è in grado di farlo. Egli scarica le sue tensioni nervose che sono in realtà “informazioni”.
Gli enti planetari sono completamente immersi in una realtà sottile, energetica-vibrazionale che li connette, a diversi livelli, gli uni agli altri e a tutte le cose esistenti (un legame magico che dipende dalla consapevolezza dell’ente).
Ciascun ente planetario, se fosse “risvegliato”, potrebbe percepire ciò che gli si “muove” attorno invisibilmente: i diretti pensieri-sentimenti di chi lo pensa, benevolmente o malevolmente; i pensieri-forma; le egregore; varie specie di entità incorporee.

Quando una entità incorporea del mondo invisibile penetra nella realtà illusoria terrestre può decidere di farsi “percepire-vedere-sentire” assumendo qualsiasi “forma”, attingendo informazioni dai pensieri dell’individuo, o più individui, da cui vuol farsi percepire. L’aura degli individui è fortemente segnata dalle “parole” (che modificano la sostanza mentale, cittavrtti) più pronunciate correntemente. Il parlare continuamente è l’attività (pravrtti) principale degli enti planetari che producono senza sosta attorno a sé vibrazioni (spanda).

Ogni ente planetario ha modalità proprie (rajas, tamas, sattva) nel comunicare e ciò dipende dal temperamento, dal carattere, dall’educazione-istruzione, dalla nazione di appartenenza, dal tipo di sviluppo mentale e spirituale. I suoi “gesti” ne rivelano la condizione-posizione-coscienziale. I gesti inconsapevoli di un individuo esprimono e rivelano la natura della sua energia psichica.
Per questo esistono nell’esoterismo innumerevoli “gesti”, chiamati “mudra” nello Yoga, nel Tantra, nel Buddhismo, ecc., utili per equilibrare ed armonizzare cakra e complesso aurico (che significa anche azionare gunavrtti – “modificazione dei guna” – per riportare il sistema vita dalla mescolanza dei guna rajas e tamas al guna sattva) per poter concentrare e dirigere l’energia psichica (energia-prana-citta). Le mudra corrispondono a precisi stati di consapevolezza e di conoscenza ed il prana-citta vibra su quell’onda richiamata coscientemente.
Le mudra possono svolgere, quindi, la funzione di regolatori delle manifestazioni emozionali perché le emozioni sono un complesso mosaico che fa muovere gli individui secondo gli impulsi predominanti che provengono, in gran parte, dall’invisibile sottile.
Chi svolge un serio percorso realizzativo ed ha ottenuto un buon livello di “risveglio”, protetto dalla disciplina praticata, è in grado di cominciare a riconoscere la natura di certe percezioni, da affrontare con una scrupolosa discriminazione-discernimento.
Un ricercatore spirituale avanzato è sempre avvicinato, nell’invisibile, da energie, forze, entità incorporee (malevoli – ostacolanti – o benevoli – aiutanti – , a seconda della qualità consolidata della propria sadhana, della correttezza del proprio dharma svolto e della natura del proprio karma).
Per questo esistono molti “conoscitori delle cose occulte” che cadono in errore riguardo al fenomeno (autentico in un senso ma illusorio nell’altro) delle “apparizioni” (cristi, madonne, avatara, angeli, dèi vari, ecc.) perché poi, in realtà, non sono così conoscitori come vorrebbero far credere. Sono “mancanti” di qualche aspetto della giusta “qualificazione” necessaria, mancano di “compiutezza” spirituale.
Il 90% delle forme-immagini che si presentano sono di ordine psichico (mondo psichico intermedio), forme emergenti dal materiale psichico alimentato e proiettato per millenni dall’essere umano (mediante la natura della mente che è “proiettiva”).
Molte cosiddette “canalizzazioni”, prese per messaggi spirituali d’alto livello, sono date da forme-fantasmi del mondo manasico (svadhisthanacakra-sefirot Hot-Nezach-Yesod) sovrapposto al mondo principiale. Si tratta di materiale memorizzato ed elaborato, secondo lo stimolo ricevuto dall’ignoranza metafisica dell’evocatore, che finisce per distorcere ogni verità spirituale, creando conflitti e pericolose scelte di direzionalità. Le forze anti-tradizionali della contro-iniziazione operano in tale sfera creata dall’ignoranza metafisica degli individui obliati.
Infatti popolosi ambienti spirituali, che hanno tradito (per ignoranza metafisica e/o ingenuità) l’Insegnamento del proprio Maestro, si ritrovano prigionieri, senza saperlo, senza rendersene conto, sottoposti all’influenza di tale sfera, in cui credendo di godere ancora della benedizione del Maestro finiscono per circoscriversi entro un perimetro psichico degenerato, senza vera luce. Tale sfera crea “vie di compensazione” (contrassegnate dal fanatismo e dall’egotismo) che si trasformano in pesanti karman personali e collettivi.

Esistono, invece, degli Esseri trascendentali (Maestri, Buddha, ecc.) che non sono percepibili con gli organi dei sensi ma solo con la buddhirisvegliata”, mediante l’”Occhio spirituale” (ajnacakra). Questi Esseri trascendentali si rendono visibili solo a chi aspira sinceramente alla realizzazione e alla liberazione ed ha raggiunto il necessario stadio di perfezione, dal punto di vista spirituale. Sono in grado di richiamare i “pronti” nel loro corpo astrale (corpo sottile, lingasarira) e istruirli in modo del tutto privato e riservato. Quando necessario, alla presenza di certe condizioni-qualità possedute dall’iniziando, vengono affidati alcuni compiti da svolgere, sia sul piano fisico grossolano sia nel piano sottile. I “ponti telepatici” sono alcuni di questi lavori che vengono affidati. Anche il “vigilare” (non nel senso comune del termine) un luogo, una sede, una persona, un gruppo, ecc., rappresenta uno di questi compiti. I compiti che vengono affidati ai “pronti” hanno il fine di accelerare il loro risveglio completo (piena coscienza della propria Anima, scoperta della compiutezza e dell’appartenenza al principio divino). Ad alcuni che presentano, in modo particolare, una certa potenza psichica viene affidato il compito, insieme ad altri, di contribuire a modificare il karma di un individuo, di un gruppo, di una organizzazione, addirittura di un popolo). Questi Esseri trascendentali (delle Strade Alte) istruiscono i “pronti” sulla Verità che l’unico esistente è Dio e tutta la Manifestazione è fenomeno, apparizione.

Ad un ente planetario, per poter abbandonare la condizione di “profano” ed accedere effettivamente ad una condizione di “ricercatore della verità”, è richiesto un sacrificio individuale: un costante lavoro per migliorare la spiritualità, il buon senso, l’altruismo. Solo così si azionano quelle “intuizioni” che insegnano a conoscere la complessità del mondo invisibile che circonda gli individui.

Le Strade Alte osservano accuratamente, tra le nebbie della grande illusione mondiale che impedisce a molti di risvegliarsi spiritualmente, per scorgere qualche consistente “scintillio” da poter seguire. Cercano di individuare anche qualche isola di sicurezza per un certo numero di anime, ma non la trovano. Scorgono i segni spiacevoli di tempeste in arrivo. Nonostante tutto preparano “alcuni” per un tempo in cui riaccendere le fiaccole dell’iniziazione spirituale. Il sacrificio di alcuni, dalla buona posizione coscienziale, che rinunciano alle cose inutili viene trasformato in compito, in missione: costruzione di programmi educativi-istruttivi per aprire alla vita spirituale un certo numero di giovani spalancando per loro, anche prematuramente, le porte dell’invisibile, stimolandoli a “percepire-vedere-sentire”.
Sono molti i giovani nati con una predisposizione alla conoscenza dell’invisibile, ma in modo serio, con austerità e umiltà: sentono intimamente la necessità di rompere le catene della schiavitù dell’illusoria materia. Molti sono coloro che senza aprire l’argomento per rifletterci considerano ovvio l’essere delle Anime immortali e per questo in grado di poter risvegliare le capacità che aprono all’invisibile, naturalmente.
Le Strade Alte seguono coloro che si aprono alla realtà spirituale perché contribuiscono a riportare l’armonia perduta sulla Terra.

Gli esoterici sanno benissimo che il tempo e lo spazio sono illusioni sensoriali. Coloro che si stanno risvegliando sono spinti, più facilmente di altri, lungo i sentieri dell’intuizione e possono cominciare a comprendere ciò che giunge dall’invisibile sottoforma di simboli. Gli iniziati comprendono le cose del “Cielo” (l’”Alto Invisibile”) e sono consapevoli dell’effettiva esistenza di molte “dimore” oltre il visibile, tra i quali “Tushita”.
Nel “Tushita” risiede l’Essere che viene chiamato in molti modi: il Buddha Maitreya; il Kalki Avatara di Visnu; il Sosyan dei persiani; il Mi-lo-fo dei cinesi; il Metteya in pali; il Misoku dei giapponesi.

Sakyamuni, il Gautama Buddha, si è recato nel “Tushita” incontrando il Maitreya che gli ha riferito che sarebbe venuto sulla Terra cinquemila anni dopo la sua morte.
Candeswara ricevette nel “Tushita” il libro Vivada-Ratnakana, il libro della legge della Scuola di Benares.
Aryasanga, il fondatore della Scuola Yogacharya, si è recato nel “Tushita” ricevendo l’Insegnamento direttamente dal Maitreya (i cinque libri del Champai-chhs-nga).
Anche Paracelso ricevette, nel “Tushita”, gli Insegnamenti alchemici.

Tutti i veri iniziati possono essere richiamati nel “Tushita” per ricevere Insegnamenti o delle missioni da svolgere.

 

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