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782. L’Occultismo e la Spiritualità

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L’attuale è l’epoca in cui l’ambito umano viene allargato in tutte le direzioni possibili, anche quella virtuale. Sotto certi aspetti non sembra tutto ciò essere un bene: esplorare febbrilmente l’umano, lo spazio che lo circonda, il tempo che lo pressa, sono esperienze che sembrano ritorcersi contro l’uomo molto più spesso di quanto sembra.
Eppure questa è l’epoca dei viaggi nello spazio (nell’infinitamente grande), dei viaggi dentro l’uomo (nell’infinitamente piccolo, psico-bio-fisica). Un tempo di continue trasformazioni che rendono ansiosi, depressi, spaventati milioni e milioni di esseri umani: la psicologia del profondo non sembra sufficiente ad aiutare l’uomo perché finisce per ricorrere alla chimica della psichiatria o alle droghe e all’alcol che lo peggiorano.
L’uomo ha grandi possibilità ma sceglie vie di istupidimento: l’uomo accetta senza alcun discernimento la suggestione inflittagli dal “potere nascosto” (sovranazionale) che esercita il suo dominio sui governi ufficiali, sulle politiche, sulla cultura dominante, sull’educazione-istruzione da imporre alla popolazione mondiale.
Gli strumenti con i quali hanno condizionato l’uomo (l’uomo-massa) sono la radio, la televisione, il cinema, i videogiochi, internet, i vari social, i tablet, i vari smartphone di tutte le specie, le app, il digitale sotto tutte le varie forme possibili, le droghe reperibili facilmente, ecc..

Una tecnologia ad uso individuale dalle grandi possibilità di estensione della volontà dell’uomo: così sembrerebbe apparentemente, ma così non è. L’uomo è intrappolato in un sistema in cui crede di essere libero, di scegliere, di decidere, come non lo è mai stato: questo è l’atroce inganno che lo condiziona materialmente, psichicamente e spiritualmente. È solo il risultato di un “potere nascosto” che lo manovra materialmente e sottilmente a diversi livelli: un potere che domina non solo con la tecnologia più sofisticata (anche quella ancora non rivelata) ma con l’azionamento delle conoscenze dell’Occultismo deviato.

Nei momenti di maggiore frustrazione un certo numero di uomini si sono sempre rivolti a certi campi del sapere: psicologia, religione, filosofia, esoterismo, magia, occultismo, ecc..

L’Occultismo è uno di questi campi esplorati dall’uomo, ma non sempre vi si accosta nel verso giusto, con le intenzioni giuste.
Nel 1848, ad esempio, l’Europa e gli Stati Uniti videro il pullulare di confraternite dedite all’Occultismo.

Approfondire la storia dell’Occultismo, delle sue pratiche, dei suoi riti arricchisce certamente la personalità umana di chi vi si accosta, ma bisogna comprendere bene che questo tipo di erudizione non ne fa un occultista.

L’uomo ordinario, quello comune delle strade frequentate nella modernità, non può diventare un occultista. Perché? Perché è troppo irrequieto, incapace di stare fermo, incapace di fare un discorso calmo e lineare, troppo compulsivo, troppo preso dai vari dispositivi digitali che lo rendono disattento, troppo distratto, troppi selfie (una patologia comune diffusa), ha sempre un’agitazione di fondo (sia giovani che adulti e ormai anche molti anziani che si sono votati alla fede digitale serrata), non sa concentrarsi senza farsi distrarre. Questi uomini moderni parlano, parlano, parlano (anche da soli), non conoscono più il senso della riservatezza, del privato, figuriamoci della segretezza. Se conoscono qualcosa di segreto fanno di tutto per far sapere che conoscono un segreto, finendo per rivelarlo: un infantilismo culturale irrecuperabile.

L’uomo ordinario, senza alcuna forma di risveglio spirituale della coscienza, è vittima della quotidianità in cui soffoca, immerso nel mondo delle sue preoccupazioni personali. Non ha tempo per fermarsi e osservare l’azzurro del cielo diurno né la brillantezza delle stelle nel cielo notturno. È cieco per poter vedere la magia che si estende attorno a lui. È troppo catturato dalla tecnologia che lo imprigiona, lo illude, lo isola, lo aliena. Non riesce a trovare significati grazie ai quali poter liberare le sue energie latenti e le possibilità nascoste.
L’uomo di oggi vive di noia, di depressione, di ansie, di paure, del senso del nulla, tuffandosi così nei vari percorsi offerti, dal “potere nascosto”, per l’istupidimento.

L’ente planetario dovrebbe riaprirsi alla visione del mondo in cui abitano incredibili “forze” invisibili reali con cui poter entrare in relazione cosciente. Se l’ente planetario vivesse di significato si risveglierebbe spiritualmente e si evolverebbe mediante modelli di pensiero e sistemi creativi che riuscirebbe ad elaborare spontaneamente.

L’ente planetario può, infatti, espandersi, risvegliandosi, verso l’interno e verso l’esterno. Un Occultismo spontaneo potrebbe visitarlo: gli apparirebbero vive distese interiori, incredibili previsioni, affascinanti “percezioni” (un “vedere”, “sentire”), notevoli facoltà di prescienza, forme di telepatia, ecc..
L’ente planetario che si scoprirebbe occultista spontaneo si accorgerebbe anche che le “percezioni” non sono solo quelle vincolate dagli organi fisici che costituiscono i cinque sensi e facendone una diretta esperienza si aprirebbe ad una realtà inimmaginabile.

Un vero occultista non si può permettere le fobie e le degradazioni dell’uomo ordinario profano: egli non deve apparire misterioso ma deve attenersi alla segretezza, operare all’insaputa di tutti.
Un vero occultista deve superare l’umana debolezza dell’apparire e deve lavorare per “essere”, per ambire al massimo del potere offerto dall’Occultismo, altrimenti offre il misero spettacolo della pantomima dell’occultista, come tanti se ne vedono in molti ambienti anche prestigiosi, dove si sono conquistati una certa fama solo con le parole ben dette, mostrando diplomi, certificati di iniziazione vari, attestati di specializzazione, referenze e quant’altro di veramente ridicolo.

Cos’è l’Occultismo?
Ciò che svela l’occulto ma che nel contempo l’occulta.
È una via che può condurre verso la conoscenza del “segreto dei segreti” (Gupta Vidya): la conoscenza della realtà manifesta e la possibilità di esercitare potere su di essa, o su alcuni domini di essa.

È fondamentale la sanità mentale, psichica e spirituale del neofita occultista che vuole avventurarsi in profondità nell’Occultismo: necessita una personalità integrata, equilibrata, armonica.

Certe espressioni deviate dell’Occultismo vedono degli incauti che tendono ad identificarsi con le forze elementari e istintive con il risultato che incontrano, per forza di cose, problemi degradanti.

Le cose sono significanti per il vero e autentico occultista.
L’uomo ordinario, comune, brancola nel buio delle sue ansie, delle sue paure: per l’occultista egli è un cieco addormentato.
L’obiettivo è la Realtà ultima: occorre lavorare moltissimo, disciplinatamente, per giungere dove splende la Luce, passo dopo passo, simbolo dopo simbolo, fallimento dopo fallimento, il raggiungimento della meta è possibile.

La Conoscenza della Realtà ultima esiste.
Essa è ovunque e in nessun luogo. Non è né grande né piccola. Non è quantizzabile. Non si possono contare “parti” che la costituiscono. Non è ipotizzabile un qualsivoglia contenitore che la possa contenere. Eppure essa è acquisibile, anche se è improprio tale termine, trattandosi, per l’appunto, della Conoscenza della Realtà ultima, la Realtà-Verità.

Sarebbe sufficiente una “presa di coscienza” fondamentale a seguito di un processo di risveglio della coscienza spirituale ben svolto. Uno “stato di coscienza” è il contenitore naturale di tutta la Conoscenza possibile (“coscienza-consapevolezza-conoscenza”).
L’ente planetario è un essere speciale: la maggior parte non sa di esserlo.

L’ente planetario, costituito dai tre stati di realtà (grossolano, sottile, causale), è strutturato per una funzionalità multidimensionale.

La maggior parte oltre a non saperlo ha un problema di funzionalità: l’ente planetario è prigioniero di un terribile sonno della coscienza, è immerso nell’oblio. I circuiti della sua struttura (grossolana, sottile, causale), sono del tutto spenti o accesi solo in parte, qui e là, senza che si possano manifestare connessioni importanti per sperimentare livelli di consapevolezza verticali e non orizzontali, questi ultimi soggetti all’automatismo e alla meccanicità.

In molti, per mancanza delle giuste informazioni, confondono molte delle cose praticate nell’Occultismo con quelle della Spiritualità. In realtà si può giungere a quest’ultima attraverso il primo, ma ciò non è sempre vero e in molti casi nemmeno auspicabile.
I contenuti dell’Occultismo non si curano delle più alte realizzazioni spirituali ma della dimensione in cui si muovono le forze sottili e occulte da cui derivano le forze fisiche, energetiche e mentali. Tutto il mondo fisico-materiale della Natura delle forme apparenti vela le forze occulte della realtà.
Concentrarsi esclusivamente sulla conoscenza delle forze dell’Occultismo e la possibilità di dominio dei suoi poteri (siddhi) fa rischiare una caduta e una deviazione sul sentiero spirituale.

L’Occultismo vero si propone di sviluppare le facoltà latenti nell’uomo e risvegliarle per ottenere una superiore conoscenza spirituale.

L’Occultismo, però, nasconde un potenziale pericolo che si concretizza affrontandolo senza una apposita preparazione e disciplina. Non stiamo dicendo che l’Occultismo vada evitato ma che debba essere affrontato con cautela e i giusti mezzi.

È destinato ad intraprendere la via dell’Occultismo, ottenendone grandi risultati, solo colui che presenta certe caratteristiche interiori, una naturale “qualificazione” per scendere nelle profondità di ogni cosa, un ente planetario che mostra, di gran lunga oltre la media, notevoli capacità morali, intellettuali, psichiche e spirituali.

I molti che vi si accostano diventano eruditi, specialisti, bravi teorici, inseguitori di sogni, di illusioni, dei ciarlatani dell’occulto, eccetera, eccetera.
Gli avventurieri dell’Occultismo, profani e materialisti, rincorrono possibili pratiche da esercitare, come armi efficaci, contro gli avversari, contro i nemici, per essere i più forti, per sottomettere cose, persone ed eventi. Così vorrebbero. Così non può funzionargli.

Per i non segnati dal destino sono fondamentali lo studio della mente (antahkarana) e lo sviluppo della capacità di discriminazione-discernimento, in modo che il cammino intrapreso seriamente assuma la forma di un “sentiero realizzativo” (spirituale) e contemporaneamente un percorso di conoscenza pratica dell’Occultismo stesso. Coloro che sono indirizzati in tal senso hanno buone possibilità di successo: più svilupperanno l’aspetto spirituale più procederanno spediti in senso occulto, ben protetti senza rendersene conto. Parliamo di persone seriamente e sinceramente motivate, dedite con grande determinazione e spirito di sacrificio.

L’Occultismo si è fatto una cattiva nomèa per colpa di certi personaggi lungo la sua storia. L’Occultismo non è affatto negativo; spesso è riprovevole, cattivo l’individuo interessato ad usarlo per finalità oscure.
Ciò che ha fatto male all’Occultismo sono stati alcuni eventi tra i quali nel 1847 lo spiritismo, negli Stati Uniti, fatto esplodere dalle famose sorelle Fox. La famosa codifica dello spiritismo, in Francia, da parte di Allen Kardec (1804-1869) che inizia ad interessarsene sin dal 1854. L’irrompere, nella società moderna, dell’ipnotismo (dal greco hypnos = sonno), termine creato dal chirurgo Braid di Manchester nel 1845. La possibilità di indurre uno stato, nella modernità, chiamato ipnotico era già conosciuta nell’antichità, in ambito misterico. Franz Anton Mesmer (1734-1815), riprendendo una teoria di Paracelso (1493-1541) dà notorietà alla tecnica del magnetismo (agli inizi chiamata mesmerismo – 1778). Nacque una grande confusione che mescolava termini e significati: fluido, magnetismo, ipnosi umana, ipnosi animale, così diedero il via all’ipnosi scenica e imbrogliona. Comunque uno dei primi pionieri che hanno cominciato ad usare ciò che si sarebbe chiamato ipnosi fu l’abate José Custodio de Faria (1746-1819) che aprì una scuola di magnetismo a Parigi nel 1814. Anche Hippolyte Bernheim (1840-1919) comincia ad usare la metodica ipnotica nel 1842. Jean-Martin Charcot (1825-1893) si interessa all’ipnosi nel 1848 entrando in polemica con Bernheim.
Da allora in poi l’Occultismo è stato più facilmente associato a veggenti (cialtroni che fanno soldi), a fachiri, a telepatici (veri e falsi), a teatranti del supernaturale. Esiste, comunque, una certa letteratura di Occultismo elucubrato che soddisfa molta gente.

Tutti, in un modo o nell’altro, fanno dell’Occultismo senza saperlo. Il semplice atto del pensare in una forma volitiva, per voler realizzare una qualsiasi cosa, è un atto di Occultismo. Lanciare un pensiero-intenzione è un atto di Occultismo. Quando si pensa in modo concentrato a “qualcosa”, a “qualcuno” o ad un “evento” che si vorrebbe si realizzasse, si smuovono naturalmente, spontaneamente delle “energie”, delle “forze” (anche senza produrre risultati) e questo significa fare (blandamente) dell’Occultismo inconsciamente. Recitare un mantram, concentrarsi su di uno yantra o posizionare le dita delle mani in una mudra è fare dell’Occultismo. Quanto detto è per comprendere, in parte, di cosa si interessa l’Occultismo, in forma assolutamente consapevole.
L’Occultismo spiega le “forze” in gioco quando queste si provocano mediante pensieri-intenzione: spiega come saperle utilizzare consapevolmente in tutto il processo di realizzazione di ciò che si vuole.
L’Occultismo si interessa di ciò che sta al di là del fisico, del superamento dei limiti della materia. Non esistono cose soprannaturali ma “energie”, “forze” e “poteri” che si azionano in dominii diversi da quello in cui risiede fisicamente l’occultista che si adopera ad usufruire della Conoscenza dell’Occultismo. I campi di conoscenza e di applicazione dell’Occultismo sono vastissimi e infinite le sue possibilità.
L’Occultismo insegna sulle verità nascoste, sui poteri della mente e sul potere della Vita fino ad insegnare sulle forze dello Spirito.
Gli stati di coscienza sperimentabili corrispondono a mondi-Loka reali. L’Occultismo conosce l’esistenza dei corpi sottili e dei mondi che vi corrispondono: il segreto è esserne consapevoli, coscienti per usufruirne. Questa verità si basa su una vasta gradazione di livelli sottili: acquisire la capacità di lasciare un corpo denso per esplorare e investigare un corpo sottile fino a realtà sempre più eteree.
Ripetiamo che coloro che intraprenderanno seriamente la via dell’Occultismo è bene, per la loro salvaguardia, dare priorità alla realizzazione spirituale. Lo sviluppo del risveglio spirituale e psichico è preferibile avvenga prima di avventurarsi nei mondi occulti.
Sono molti quelli che restano intrappolati nelle trappole dell’Occulto per aver sviluppato poco, o per nulla, il risveglio della coscienza spirituale. Qualsiasi tipo di esperienza occulta, per quanto interessante possa essere, non deve fare in modo di mettere il praticante-ricercatore occultista nelle mani degli “esseri” e delle “forze” dei mondi occulti per guidarne la direzione.

Le varie formule occulte hanno un potere limitato, di tipo meccanico e automatico, inefficaci se lanciate contro un sincero praticante spirituale di buon livello: le formule rimbalzano e ricadono su chi le ha azionate. Chi si trova in una posizione coscienziale di potere spirituale interiore non ha nulla da temere dalla magia, dall’occultismo, e da qualsiasi tipo di interferenza occulta inferiore.
Per l’Occultismo si deve possedere una facoltà particolare, una predisposizione e non serve leggere e studiare tutti i libri esistenti sull’Occulto.

Un vero occultista, che ha messo al centro della propria vita la spiritualità, consapevole della presenza divina in lui, può esercitare una “pratica occulta” ai fini di un servizio al prossimo, esercitare, quindi, un controllo su una persona, su un gruppo, su una organizzazione mediante l’utilizzo di “forze” spirituali ed occulte. Il tipo di controllo possibile può essere quello in grado di far accadere un semplice avvenimento localizzato o, addirittura, un evento di ampio raggio se non mondiale.

L’Occultismo è nato con la Manifestazione universale (prakrti) stessa, ma lungo le diverse ere ha assunto sfaccettature secondo il bisogno e l’uso del momento degli enti planetari che cavalcavano la realtà della storia umana. Per questo, all’Occultismo, è stata data anche una certa luce sulfurea: non “vie” ma “cuniculi” di oscura deviazione sono sorti dall’Occultismo mal compreso. Frammenti, particole, diffusi tra la popolazione hanno dato vita a superstizioni, a racconti terrificanti, a leggende inaudite, a ciarlatanerie di ogni tipo.
L’occultismo, la magia, l’esoterismo, l’alchimia, la qabbalah, la philosophia perennis, ecc., se non deformate come “vie”, e seriamente seguite offrono spazi privilegiati di Bellezza, di Verità, di Bontà, offrono il Divino Meraviglioso.

Dicevamo precedentemente che un probando occultista deve necessariamente conoscere, studiare la mente (antahkarana) in tutta la sua completa estensione. Perché? Perché oltre alla mente deve conoscere bene il corpo sottile (corpo astrale, lingasarira) perché con esso, uscendo dal corpo fisico grossolano (sthulasarira), deve imparare a sapersi muovere in realtà sempre più sottili, anche oltre lo spazio e il tempo. Per un occultista il corpo sottile è uno strumento-veicolo fondamentale. La mente (antahkarana), in tutta la sua estensione, è caratterizzata da quattro funzioni o modificazioni:

1. buddhi: intelletto, percezione intuitiva, capacità di discernimento-discriminazione;
2. ahamkara: senso dell’ego, senso dell’io-mio;
3. citta: memoria proiettiva, mente subconscia;
4. manas: mente empirica selettiva.

La mente, chiamata anche “organo interno”, è un fondamentale costituente del corpo sottile (corpo mentale energetico luminoso) che si suddivide in tre espressioni-veicoli:

1. buddhimayakosa, il veicolo intellettivo;
2. manomayakosa, il veicolo mentale;
3. pranamayakosa, il veicolo pranico-energetico.

Il flusso mentale-energetico-pranico che, corrispondendo alla posizione coscienziale dell’ente ordinario (nato-caduto-disceso), caratterizza i corpi sottili e grossolani.
Il corpo fisico-grossolano è chiamato sthulasarira ed è connesso alle forze del piano materiale; il corpo sottile, chiamato corpo astrale o lingasarira, è connesso al piano sottile dell’esistenza.
Il corpo sottile è il veicolo che accompagna l’anima lungo il processo di trasmigrazione, perché non viene distrutto al momento della morte, ma permane finché la catena del samsara non viene spezzata.
Il buon lavoro svolto sul corpo sottile può condurre verso l’Assoluto, qualsiasi “via” si sia scelta per operarvi (Yoga, Tantra, Vedanta, Qabbalah, Magia, Occultismo, ecc.).

Il “Sistema del Campo di esistenza” (costituito da deha, nadi, aura, cakra, kundalini) è importante per l’aspetto operativo di un vero occultista in quanto egli usa come strumenti i pensieri, le parole e le azioni secondo l’assioma che l’energia segue il pensiero.

Un vero occultista deve divenire consapevole dei tre veicoli a sua disposizione e la loro corrispondenza ai legittimi piani di esistenza:

il corpo causale, cioè karanasarira, che nell’ordine individuale corrisponde all’anandamayakosa, allo stato di coscienza non differenziato prajna e alla condizione di “sonno profondo senza sognisusupti. Nell’ordine universale corrisponde alla forma principiale o causale, lo stato informale (Isvara). È quello che la psicologia colloca nell’inconscio;

il corpo sottile, cioè corpo astrale o lingasarira o suksmasarira, è il corpo mentale-energetico-luminoso che corrisponde allo stato coscienziale di taijasa e alla condizione di “sonno con sognisvapna. Questo corpo sottile, in realtà, si suddivide in tre veicoli: il veicolo intellettivo (buddhimayakosa o vijnanamayakosa) appartenente al piano causale; il veicolo mentale (manomayakosa); il veicolo pranico-energetico (pranamayakosa). In dettaglio è costituito dai cinque elementi sottili (suksmabhuta), comprende le cinque facoltà di percezione (jnanendriya), le cinque facoltà di azione (karmendriya), i cinque soffi vitali (prana) e la mente-organo interno (antahkarana e le sue quattro funzioni: buddhi, ahamkara, manas e citta). È quello che la psicologia colloca nel subconscio;

il corpo fisico grossolano, cioè sthulasarira, composto da annamayakosa (involucro prodotto dalla trasformazione, elaborazione e assimilazione del cibo) che corrisponde allo “stato di vegliajagrat. È quello che la psicologia colloca nel conscio.

L’occultista deve conoscere bene la triplice condizione di esistenza (tribhuvana) in cui viene a trovarsi: jagrat, lo stato-condizione di veglia; svapna, lo stato-condizione di sonno con sogni; susupti, lo stato-condizione di sonno profondo senza sogni.
Tutti e tre gli stati vanno considerati livelli di realtà.

Nello stato di jagrat la coscienza esteriorizzata esperisce la realtà del mondo della dualità; corrisponde allo stato di coscienza inerente al “piano grossolano” e quindi al corpo fisico-denso (sthulasarira).

Nello stato di svapna la coscienza interiorizzata esperisce la dualità (soggetto-oggetto) all’interno della sfera onirica; corrisponde allo stato di coscienza di taijasa inerente al piano-energetico-luminoso e quindi al corpo sottile (lingasarira).

Nello stato di susupti la coscienza interiorizzata è priva di distinzione e di scissione duale, ritorna alla propria natura di unità indifferenziata; corrisponde allo stato di coscienza di prajna inerente al piano causale e quindi al corpo causale (karanasarira). Si tratta di una condizione non-percettiva e non-proiettiva.

Per l’occultista sono importanti, a livello operativo, jagrat e svapna.
Lo stato di svapna, in particolare, è la via per sperimentare in modo consapevole, dietro apposita disciplina, il corpo sottile per le operative proiezioni mentali e per i cosiddetti consapevoli viaggi fuori dal corpo fisico.

Per acquisire una buona conoscenza della mente e del corpo sottile occorre una profonda disciplina (psico-fisica), studio e pratica esperienziale: un percorso olisticamente completo.
Una assidua e costante pratica di concentrazione profonda (dharana), di meditazione (dhyana), di contemplazione, assorbimento trascendentale (samadhi) fino a conquistare samyama, la naturale capacità (errore chiamarla “potere”) di penetrazione coscienziale che produce lo svelamento dell’essenza delle cose (e ovviamente della Realtà ultima). Niente si può nascondere al puntamento di samyama: si tratta di una realizzazione spirituale che diventa importantissima per un vero occultista.
Questo segmento fondamentale di percorso purtroppo sono in pochissimi a realizzarlo, si fermano molto prima e si illudono, ed illudono, di essere diventati occultisti, alcuni in buona fede, altri in cattiva fede sfruttando il prossimo.

Alcuni degli pseudo-occultisti spesso fanno la conoscenza degli “esseri” che descriviamo di seguito.
Esistono degli esseri, chiamati genericamente asura, demoni (coloro che si oppongono ai deva e ai sura, gli esseri luminosi), che muovendosi nel sottile (energetico-luminoso) mettono sotto influenza (ispirano occultamente) degli esseri umani, che scelgono per un qualche motivo di loro interesse. Alcuni individui ricettivi mettono in pratica alla lettera quanto un asura gli ordina di fare: l’asura diventa una guida vera e propria, una guida oscura. Questo tipo di assoggettamento può avvenire sia inconsciamente, che il soggetto non se ne rende conto, sia che il soggetto se ne rende conto perfettamente e pensa di essere, a volte, un privilegiato, traendo piacere e soddisfazione da tale condizione (un agente al servizio dell’oscurità). Il soggetto segue l’influenza, non ascolta la ragione, perché eccitato dalle puntuali