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1180. Il Filo della Tradizione: L’Esoterismo come Via di Conoscenza e Trasformazione

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Ciò che oggi definiamo “esoterismo” esisteva molto prima che venisse coniato il termine.
In tutte le epoche sono esistite “perle” di conoscenza che incarnavano ciò che oggi racchiudiamo in questa parola.
Nozioni come tradizione, religione, metafisica, teologia, filosofia, teosofia, esoterismo, essoterismo, realizzazione, gnosticismo, martinismo… sono tutte espressioni di un’unica ricerca: la conoscenza del Principio.
Le grandi Tradizioni hanno custodito, ciascuna a modo suo, un nucleo interiore:

  • Tradizione ebraicaQabbalah
  • Tradizione islamicaTasawwuf (Sufismo)
  • Tradizione cristiana → Ermetismo, Cavalleria, mistica cristiana
  • Tradizione indù → Non esiste una distinzione netta tra esoterismo ed essoterismo, poiché la sorgente — i Veda — è già metafisica pura, e tutte le sue applicazioni ne sono derivazioni dirette.

L’esoterismo è un contenitore vivente che comprende espressioni come l’alchimia, la Qabbalah, l’ermetismo, la teosofia.
Lungo il “filo” che procede dall’antichità fino a oggi, il concetto racchiuso nel termine esoterismo è stato espresso con parole diverse, a seconda dell’ampiezza del campo d’azione del singolo, del gruppo, della scuola o della fratellanza.
Ogni epoca ha aggiunto o modificato alcune nozioni, ampliando o restringendo il significato, senza però intaccare il nucleo essenziale destinato ai posteri.

Il “filo” della Tradizione seguito da Bernardino del Boca è quello della Sapienza perenne, la Tradizione universale che attraversa culture, epoche e religioni, e che egli riconosceva come un’unica corrente di conoscenza spirituale volta a risvegliare nell’uomo la consapevolezza dell’Anima e dell’unità della Vita, ed è lo stesso perseguito da William Blake, da Gurdjieff, dal conte Keyserling: un filo che passa attraverso la Fratellanza Sarmoun.
Nel 1875 la Fratellanza Sarmoun decise di avviare una “rivoluzione spirituale” nel mondo. Quell’anno fu carico di eventi di natura sottile: l’inizio di un processo che si sarebbe accelerato nei decenni successivi.

I fini dell’Esoterismo sono custoditi da “Coloro” che operano sui Piani Alti dell’Esistenza e che scelgono chi può agire per tali fini. I metodi di scelta rimangono oscuri al mondo ordinario.
Gli esseri umani scelti per operare esotericamente rappresentano quella “realtà invisibile” che, da sempre, agisce per conto delle Energie Spirituali che guidano la vita dell’umanità.

L’Esoterista cammina sereno lungo il Sentiero scelto, sapendo che la morte è solo un momento di una più vasta esperienza. Non rimuove il pensiero della morte dal cuore e dalla mente, perché la considera parte integrante del vivere.
Il continuo crearsi e riplasmarsi delle forme è solo un aspetto minore del Grande Gioco Divino.

Esistono luoghi speciali dove risiedono pietre, altari, grotte, sorgenti, rocce, cristalli segreti, costruzioni misteriose, cariche di magnetismo. Di fronte a tali luoghi l’Esoterista rimane in silenzio, consapevole di trovarsi sull’uscio di una “porta” verso una realtà parallela: l’invisibile sconosciuto.
L’attenzione dell’Esoterista è rivolta a tutte le scienze: umanistiche, scientifiche e arcane (almeno così considerate dal volgo).
Il vero Esoterista non si limita alla comprensione teorica della Conoscenza, ma fa di stesso un mezzo operativo attraverso il quale sperimentare la Conoscenza, per verificare il Vero, il Reale, la Realizzazione.
L’Esoterista diviene un laboratorio alchemico in cui, passo dopo passo, l’Occulto si rivela. Così egli viene integrato, grazie al suo lavoro, nella Coscienza della Grande Opera — consapevolezza negata ai più, ai non pronti, ai dormienti.

L’Esoterista pratico è un Occultista che, al vertice della sua Opera, può veramente chiamarsi “Mago” (Mag = Maestro).
L’Iniziato, dopo aver compreso il principio segreto che sottostà a tutte le pratiche magiche, crea, elabora, modifica e adatta tali pratiche all’evoluzione dei tempi.
L’Iniziato opera nei piani interiori per l’evoluzione del singolo e del collettivo; e opera esteriormente negli ambienti e nei ruoli più disparati per creare condizioni favorevoli attraverso le quali possa emergere la Luce che salva e realizza.
Allo stato di Iniziato si giunge attraverso vie molteplici: una delle tante tradizioni orientali o occidentali, o attraverso un richiamo diretto della propria interiorità.

L’Esoterismo, nelle sue molteplici forme, non è un insieme di dottrine separate, ma un’unica corrente che attraversa i secoli come un fiume sotterraneo.
Esso si manifesta là dove un essere umano, chiamato interiormente, decide di farsi strumento della Conoscenza e di partecipare consapevolmente alla Grande Opera.

Il Sentiero esoterico non è un cammino di fuga dal mondo, ma un modo più profondo di abitarlo: riconoscendo in ogni evento un simbolo, in ogni incontro un passaggio di energia, in ogni luogo sacro una soglia verso l’invisibile.
L’Esoterista, l’Occultista, l’Iniziato sono nomi diversi per indicare colui che, attraverso disciplina, intuizione e servizio, si rende permeabile alla Luce che guida l’evoluzione dell’umanità.

Così, lungo il filo che unisce le antiche Fratellanze ai ricercatori contemporanei, continua a scorrere la stessa Forza: silenziosa, operante, ininterrotta.
Chi la riconosce e la segue diviene parte viva della Tradizione, custode e ponte tra il visibile e l’invisibile, tra ciò che è stato e ciò che deve ancora manifestarsi.

  

L’esoterismo è la conoscenza dei principi, l’essenza immutabile
che sta dietro ogni forma
.”
René Guénon

La conoscenza reale viene dall’essere;
quando l’essere cresce, la conoscenza cresce con lui.

Gurdjieff

Dietro il velo delle forme palpita una realtà più vasta,
accessibile solo a chi sa vedere con l’occhio interiore.
Helena Blavatsky

 “L’occulto non è il misterioso: è semplicemente ciò che non è ancora stato
portato alla luce della coscienza.
Sri Aurobindo

La vera conoscenza è quella che trasforma l’essere,
non quella che riempie la mente.

Sri Sathya Sai Baba

 “Ciò che è essenziale è sempre nascosto agli occhi,
ma non al cuore che sa ascoltare.

Khalil Gibran

 

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