Nel quinto anno dal suo dolce ritorno alla Luce, ricordiamo Rosario Castello con Amore profondo che non conosce distanza. Offriamo oggi un breve appunto scritto dalla sua mano, come un piccolo seme della sua voce che continua a germogliare.
In Divino Amore
il Centro Paradesha
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Il corpo‑personaggio Rosario, sin dalla nascita‑incarnazione, ha sempre avuto una naturale propensione verso lo stato spirituale dell’Essere.
Questa sua natura interiore è rimasta nascosta per molti anni, perché non ha mai sentito il bisogno di mostrarla apertamente.
Al di là dell’apparenza formale, fin da giovane ha vissuto interiormente la propria dimensione metafisica: a pochissimi si è mostrato, e solo per motivi di consegna (tradere) della conoscenza (vidya) di cui è portatore.
Per tutta la vita ha sempre privilegiato la realtà di “ciò che si è”, ciò che è oltre il tempo-spazio-causa.
A pochi ha trasmesso il proprio livello di compiutezza, rifuggendo da quanti cercano soddisfazione in una curiosità sterile o per interesse superficiale, legate soltanto all’ordine formale delle cose del mondo. Chi ha potuto avvicinarsi alla sua dimensione interiore lo ha conosciuto profondamente, anche se sempre in modo impersonale.
A pochissimi ha mostrato il senso della compiutezza: uno stato che non spinge ad agire né a far agire gli altri. Questo stato si manifesta semplicemente perché “è”, senza bisogno di cambiare nulla nella coscienza. È una presenza che abbraccia tutto, come se fosse presente in ogni punto della circonferenza dell’Essere.
Rosario Castello
“Chi rotea intorno al proprio asse, chi vive una sua centralità, non produce azione, ma svela semplicemente se stesso. Chi ha raggiunto il centro ha conquistato tutta la propria spazialità, e ciò è compiutezza. L’azione o moto traslatorio spinge l’uomo all’acquisizione, al divenire, nello spazio-tempo, quindi alla modificazione di coscienza; chi è non ha bisogno di modificare la propria coscienza perché questa ha lambito tutta la circonferenza.”
Raphael
La Via della Conoscenza 1989








