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103. La Vera Natura della Maya a cura di Jean Varenne

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Quanto di seguito viene proposto è per suggerire la “visione” della molteplicità manifesta dell’onnipresenza di una “Energia” (Shakti – Potenza) in virtù della quale tutto ciò che esiste può agire con efficacia: crea, anima e mantiene l’Armonia universale, il Dharma: l’Ordine cosmico.

***

Per la sua tonalità questo testo spicca su tutti quelli fin qui presentati. Esso riporta infatti la voce di un saggio che dà un consiglio di buon senso a un uditorio che, come si evince, è tormentato dal dubbio.

Si tratta di un breve insegnamento impartito da un brahmano di nome Medhas, ritiratosi in un eremo nella foresta, a due interlocutori, un mercante e un re, che sono venuti a consultarlo. Il primo è stato privato di tutti i suoi beni dai figli ingrati, mentre il secondo è stato cacciato dal trono in seguito a un colpo di Stato. Tuttavia l’uno e l’altro si sorprendono di non cercare una rivalsa. Anzi, si preoccupano per ciò che può accadere a coloro che sono cari al loro cuore: ‘Chissà cosa diventeranno i miei figli’, dice uno, ‘staranno in salute? Staranno portando avanti bene i loro affari?’. E l’altro: ‘Il mio regno sarà ancora prospero? Gli usurpatori staranno trattando bene i miei sudditi?’. Una preoccupazione che però sembra loro ridicola: non dovrebbero piuttosto pensare alla loro situazione? A tutto ciò Medhas risponde che un atteggiamento del genere non ha nulla d’insolito: persino gli animali ne fanno l’esperienza! Del resto, l’intelligenza umana non è perfetta: se lo fosse (o se si “risvegliasse”) gli uomini si renderebbero conto che sono le loro passioni, buone o cattive, a determinare le rinascite successive che costituiscono il destino di tutti gli esseri. E questo accecamento è causato da Maya, la Magia divina suscitata da Vishnu affinché il mondo esista (strofa 7). La Maya è l’Energia creatrice: per mezzo di essa l’Universo si manifesta, allo stesso modo di un sogno (strofa 8) del Dio Supremo. Ma spetta a ciascuno di noi fare in modo che questo sogno sia bello o brutto. Se noi comprendiamo questo e ci preoccupiamo di propiziare la Dea Maya, otterremo la liberazione. È una conclusione simile a quella che si trova nelle Upanisad appartenenti al Vedanta, ma con un ‘tocco’ tantrico: Maya (e Nidra, cfr. strofa 9) è al tempo stesso fattore di perdizione e dea compassionevole “.

1. Tutto ciò che vive nel nostro mondo,
    essendo dotato di sensi,
    può conoscere le cose;
    il reale, infatti, è accessibile
    alla conoscenza sensibile.

2. Vi sono però delle restrizioni
    a tale approccio al reale:
    i gufi volano solo di notte, 
    mentre l’aquila è diurna
    e altri sono l’uno e l’altro.

3. Si dirà che l’uomo è provvisto
    di percezione intelligente;
    ma non è il solo ad esserlo:
    anche tutti gli animali la possiedono,
    uccelli, bestiame, bestie selvagge …

4. Tuttavia li si vede agitare
    contro la ragione,
    come quegli uccelli che muoiono di fame
    privandosi del cibo
    che danno ai loro piccoli, senza alcuna certezza
    di trarne un giorno beneficio!

5. E come quei capifamiglia
    che generano dei figli
    che un domani non saranno loro grati
    del fatto di essere nati, e nemmeno degli sforzi
    che i genitori hanno fatto per loro!

6. Perché agiscono così
    se non per un’egoistica follia?
    Sono infatti trascinati dallo scorrere
    dell’acqua che fa girare senza fine
    la ruota* del Samsara!

7. Ed è per mezzo di Essa, la Maya,
    che l’Universo è preda
    di questo turbine incessante
    voluto dal Signore Supremo,
    Vishnu*, affinché questo mondo esista!

8. Essa appare come un sogno
    e si manifesta come Dea
    Creatrice dell’Universo
    E di tutto ciò che lo compone:
    esseri viventi, oggetti inerti.

9. Che la si chiami Nidra* (il Sogno)
    o Maya* (la Magia):
    ella è la Sovrana,
    e se si è capaci di propiziarLa*,
    si avrà da Lei ogni grazia!

10.Compresa quella di capire
     quale sia la sua vera natura,
     conoscenza che condurrà
     alla Sapienza con la quale
     si otterrà la Liberazione.

11.E così a buon diritto
     si deve venerarLa senza tregua,
     così come fanno gli stessi Déi.
     Omaggio a Te, Nidra divina!
     Omaggio a Te, Maha-Maya!

 

Note:

*1) La successione senza fine delle esistenze è simile a una ruota idraulica: l’acqua è l’atman perenne raccolto dalle tazze della macchina, la quale muove il karman (il peso delle opere compiute dall’individuo nel corso delle sue vite).

*2) Vishnu è responsabile del buon svolgimento della vita dell’Universo, secondo le leggi del tempo ciclico. È quindi lui a suscitare l’Energia cosmica, qui identificata con la Maya.

*3) Il termine nidra (sonno con sogni; sogno) in sanscrito è femminile. È un altro nome della Maya.

*4) Poiché Maya è una dea, occorre renderle culto se si vogliono ottenere da lei le grazie salvifiche.

Tratto dall’antologia di testi tantrici (Veda, Upanisad, Rituali, Inni):
“L’Insegnamento Segreto della Divina Shakti”

a cura di Jean Varenne


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