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201. I Discepoli che cercano l’UNO

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In questo nostro spazio non verrà mai trattato l’argomento sul come sviluppare le facoltà dell’individuo ordinario per avere successo nelle scelte intraprese: si allude a quelle spinte dettate esclusivamente da motivazioni egoistiche. Cosa diversa è l’individuo in preda ad una crisi esistenziale in cui anche se sofferente e confuso ha già sentito, si è già reso conto della giusta direzione, il giusto orientamento da seguire e su questo vuole riconsiderare l’intera sua esistenza.
L’individuo ordinario spesso viene scambiato per “ricercatore” solo perché brancola in ogni dove, per carpire la “formula” con cui poter ottenere quanto desidera (di lecito ed illecito) ma senza cercare di migliorare se stesso dal punto di vista etico, morale e spirituale ma nemmeno sociale. Questi soggetti cercano facili tecniche, veri e propri espedienti, non per migliorare e sviluppare le proprie capacità ma strumenti coercitivi per affermarsi sugli altri, per meglio approfittarsi degli altri, per influenzare, condizionare e manipolare gli altri. E il mercato delle sciocchezze e delle cose inquietanti offre loro quanto credono di aver bisogno.

Il processo della ruota del Samsara è lungo per tutti. Il Drago, nascosto dietro le tante forme dell’oggi, le icone seducenti che popolano il mondo dell’uomo economico, dispensa trappole fuorvianti che spingono gli individui verso il “basso” e mai verso l’”alto”. La magia nera dei media (che spesso non sanno nemmeno che se ne stanno servendo) è grande alleata del Drago (l’antico Signore Oscuro).

Molti sono i Mondi come molti sono gli Universi e infiniti gli Esseri della Realtà Unica che ogni individuo toccato dal risveglio, deve riconoscere consapevolmente quale Uno-senza secondo.

L’individuo che ha già fatto i giusti passi diventa Sadhaka (ricercatore; probando; discepolo; devoto; esoterico; iniziato).
Il Sadhaka affronta la propria Sadhana come un “Sentiero” con degli stadi da superare, non perdendo mai di vista la meta (l’Uno-senza secondo).

Non tutti i Sadhaka-discepoli sono identici: ognuno, anche se non lo sa, ha il suo Dharma da risolvere.
Esistono discepoliriflessivi” portati all’ascetismo, alla solitudine, alla contemplazione; ed esistono discepolidinamici” portati ad ogni sorta di azione, al combattimento, al movimento tutto.
Esistono coloro che, superati gli aspetti sopra indicati, possono tanto agire quanto meditare restando a proprio agio, svolgendo, in tal caso, speciali lavori esoterici.
Nel caso di discepoli accettati, entro l’aura del Maestro, possono essere di livelli e grado differenti di “risveglio”. Un discepolo non deve mai paragonarsi, misurarsi con un altro, sotto alcun aspetto.
Ogni discepolo ha un proprio particolare dovere-istanza con cui confrontarsi.
Ai discepoli, un Maestro (se presente nella loro Sadhana), non dirà loro le stesse cose; non darà gli stessi “comandi” (spirituali).
E le cose dette, all’uno e all’altro, non saranno mai contraddittorie, anche se potranno sembrarlo.
Vede contraddizione chi non ha ancora compenetrato, compreso, trasformato in coscienza, la “Tradizione” (Sanatana Dharma).

Chi non ha un Maestro a cui riferirsi può entrare in contatto con la “Tradizione” mediante gli insegnamenti di Krsna:

  • quando parla ad Arjuna (che è Ksatriya, della casta guerriera) nella Bhagavad-Gita;
  • o quando parla ad Uddhava (che è un Samnyasin, “rinunciatario”) nella Uddhava-Gita (un’altra Gita dello stesso Krsna).

Dentro questi due casi, ognuno al proprio livello, possono ritrovarsi tutti i tipi di discepoli che si vogliono innalzare alla realizzazione del .

Infatti dice Krsna a Uddhava nella Uddhava-Gita:
Tu sei un samnyasin (rinunciatario) e dovrai agire come tale; pratica l’ahimsa (la non-violenza, la non-resistenza), ritirati in un luogo solitario e innalzati alla contemplazione “.

La “Tradizione” e quanto da Essa trattato, non è né OrientaleOccidentale. Cade in errore chi volesse trovare nei vari insegnamenti delle “appartenenze” geografiche.

La “Tradizione” offre la “Scienza del Reale” e una “pratica realizzativa” (YogaYogasastra), metafisica ed etica.

La “Tradizione” è iniziatica e ogni lavoro che ad Essa si ispira stimola le facoltà dell’essere imprimendo la presa di coscienza dell’Alto (la Linea Verticale) e dell’Universale (la Linea Orizzontale).
Ogni individuo, discepolo o meno, potrà trovarvi (come significato) quanto è consono al suo grado di risveglio.
I discepoli devono cogliere, della “Tradizione”, tutti i fili di ordine psicologico-esoterico e realizzativo per poter risolvere le proprie incompiutezze che trattengono nell’inesorabile moto  che lega al Samsara.

Il Sadhaka-discepolo (devoto, esoterico) è un candidato alla giusta “scelta”, cioè alla giusta azione (non-azione) per valicare l’abisso che accredita l’Iniziazione.

Non temere, o accorto discepolo; per te il
pericolo è scomparso, perché vi è un mezzo per
trascendere l’oceano dell’esistenza transitoria, e
questo mezzo, di cui i Saggi si sono serviti per
raggiungere l’altra riva, io lo svelerò a te “.
Vivekacudamani: 43

*****

Testi Consigliati ai veri “Discepoli” di ogni Via:
Bhagavad-Gita – il Canto del Beato – (con il commento di Raphael) Asram Vidya
Uddhava Gita – traduz. Swami Ambikananda Saraswati – Editoriale Armenia, Milano 2001
Lo Yoga della Bhagavad Gita di Sri Aurobindo – Edizioni Mediterranee
La Bhagavad-Gita così com’è (spiegazione di Swami Prabhupada)Bhaktivedanta Book Trust
Gita Vahini di Sri Sathya Sai Baba – Mother Sai Publication, Milano 2004
Sette Racconti Iniziatici dallo Yogavasistha – a cura di Michel Hulin – Edizioni La Parola
Essenza e Scopo dello Yoga di Raphael – Asram Vidya
Opere Minori di Samkara (Vol. I e II) – Asram Vidya
L’essenza del Vedanta (Vedantasara) di Sadananda – Asram Vidya



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