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278. Prefazione di “Iside Svelata” di H.P.Blavatsky

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L’opera che sottoponiamo al giudizio del pubblico è frutto di rapporti piuttosto stretti con gli adepti orientali e con lo studio della loro scienza. È dedicata a tutti coloro che desiderano accogliere la verità dovunque possano trovarla e difenderla anche a costo di affrontare il pregiudizio popolare. È un tentativo di aiutare lo studioso a scoprire i principi vitali che soggiacciono ai sistemi filosofici dei tempi antichi.
Il libro è scritto in tutta sincerità. Esso non ha pietà per l’errore insediato in trono, né reverenza per l’autorità usurpata. Esso reclama per un passato misconosciuto e per le sue opere quel credito che è stato loro per troppo tempo negato, e chiede la restituzione di beni presi a prestito e la riabilitazione di reputazioni calunniate ma gloriose. Solo in questo spirito le sue critiche sono state dirette sulle varie forme di culto, di fede religiosa e di ipotesi scientifica. Gli uomini, i partiti, le sette e le scuole non sono che degli effimeri che hanno un sol giorno di vita. Solo la verità, insediata sulla sua alta roccia adamantina, è eterna e suprema.
Noi non crediamo in una magia che trascende gli scopi e le capacità della mente umana, né in un “miracolo”, sia esso divino o diabolico, che implichi la trasgressione di leggi di natura istituite fin dall’eternità. Tuttavia accettiamo l’affermazione dell’insigne autore di Festus, secondo il quale il cuore umano non si è ancora pienamente espresso e noi non abbiamo né raggiunto né capito la portata dei suoi poteri. È forse eccessivo credere che l’uomo debba sviluppare nuove sensibilità e raggiungere un più stretto contatto con la natura? La logica dell’evoluzione deve insegnarcelo, se portata alle sue legittime conclusioni. Se in qualche parte, nella linea ascendente che dal vegetale o dall’ascidia porta all’uomo più nobile, si è evoluta un’anima dotata di qualità intellettuali, non può essere irragionevole inferire e credere che una facoltà di percezione si sviluppi egualmente nell’uomo rendendolo capace di scorgere fatti e verità anche al di là della nostra comprensione ordinaria. Tuttavia non esitiamo ad accogliere l’affermazione di Biffé, che “l’essenziale è sempre lo stesso. Sia che tagliamo il marmo nel cui blocco si nasconde la statua, sia che accumuliamo pietra su pietra fino al compimento del tempio, il nostro NUOVO risultato è solo una vecchia idea. L’ultima delle eternità troverà nella prima la sua anima gemella.”
Quando, molti anni fa, viaggiavamo per la prima volta in Oriente esplorando i penetrali dei suoi santuari deserti, due domande rattristanti e sempre ricorrenti opprimevano la nostra mente: Dove, CHE COSA è DIO? Chi ha mai visto lo SPIRITO IMMORTALE dell’uomo così da avere la sicurezza dell’immortalità umana?
Proprio quando eravamo più ansiosi di risolvere questi problemi sconcertanti, venimmo in contatto con certi uomini dotati di così misteriosi poteri e di così profonda conoscenza da poterli veramente chiamare i saggi dell’Oriente. Subito prestammo orecchio ai loro insegnamenti. Essi ci mostrarono che, combinando la scienza con la religione, l’esistenza di Dio e l’immortalità dello spirito umano possono essere dimostrate come un teorema di Euclide. Per la prima volta raggiungemmo la sicurezza che la filosofia orientale non ammette altra fede che una fede assoluta e immutabile nell’onnipotenza dell’io immortale dell’uomo. Ci fu insegnato che questa onnipotenza proviene dalla parentela dello spirito umano con l’Anima Universale-Dio! Quest’ultimo, ci dissero quei saggi, non può mai essere dimostrato se non mediante il primo. Lo spirito umano prova lo spirito divino, come una goccia d’acqua prova la sorgente da cui deve essere scaturita. Dite a uno che non abbia mai visto l’acqua, che esiste un oceano, ed egli potrà accettarlo per fede o rifiutarlo senz’altro. Ma fate cadere una goccia d’acqua sulla sua mano, ed egli avrà un fatto da cui potrà dedurre tutto il resto, dopo di che, gradualmente, potrà capire che esiste un oceano infinito e insondabile. La fede cieca non sarà più necessaria: egli l’avrà sostituita con la CONOSCENZA. Quando si vede un uomo mortale esporre prodigiose capacità, controllare le forze della natura e aprire alla vista il mondo dello spirito, la mente riflessiva è sopraffatta dalla convinzione che, se l’Ego spirituale dell’uomo può far tanto, le capacità dello SPIRITO PADRE devono essere relativamente di tanto più vaste di quanto l’intero oceano supera la singola goccia d’acqua in volume e potenza. Ex nihilo nihil fit; dimostrate l’anima umana in base ai suoi meravigliosi poteri, e avrete dimostrato Dio!
Nei nostri studi ci fu chiarito che i misteri non sono misteri. Nomi e luoghi che per il pensiero occidentale hanno solo un significato derivato da favole orientali, ci furono mostrati essere realtà. Siamo entrati con reverenza, in spirito, nel tempio di Iside, a Sais, per alzare il velo di “colei che è, che fu e che sarà”, per guardare attraverso la fenditura della cortina del Santo dei Santi, a Gerusalemme, e perfino per interrogare la misteriosa Bath-Kol nella cripta che una volta esisteva sotto l’edificio sacro. La Filia Vocis – la figlia della voce divina – ci ha risposto dal suo seggio di clemenza, dietro il velo, e la scienza, la teologia, ogni ipotesi e concezione umana nate da una conoscenza imperfetta hanno perso per sempre, ai nostri occhi, il loro carattere autoritario. L’unico Dio vivente aveva parlato attraverso il suo oracolo, l’uomo, e noi ne siamo rimasti soddisfatti. Una simile conoscenza è inestimabile, ed è stata nascosta solo a coloro che la disprezzano, la deridono o ne negano l’esistenza.
Da costoro impariamo la critica, la censura e forse l’ostilità, sebbene gli ostacoli che troviamo sulla nostra via non derivino dalla validità delle prove, né dai fatti autentici della storia, né dalla mancanza di senso comune nel pubblico a cui ci rivolgiamo. La tendenza del pensiero moderno muove con evidenza verso il liberalismo in religione come in scienza. Ogni giorno porta i reazionari più vicino al punto in cui dovranno abbandonare la loro dispotica autorità sulla coscienza pubblica, che hanno così a lungo esercitato e goduto. Quando il Papa può giungere a scagliare anatemi contro tutti coloro che sostengono la libertà della stampa e della parola, o insistono nell’affermare che, in caso di contrasto fra la legge civile e la ecclesiastica, debba prevalere la legge civile, e che possa essere approvato un metodo di istruzione esclusivamente laico, (Enciclica del 1864) o quando un Tyndall, portavoce della scienza del XIX secolo, afferma: “… l’inespugnabile posizione della scienza può essere definita in poche parole: noi reclamiamo, e lo strapperemo alla teologia, l’intero dominio della teoria cosmologica,” non è difficile prevedere i risultati.
Secoli di soggezione non hanno ancora congelato il sangue vitale degli uomini cristallizzandolo attorno al nucleo della fede cieca, e il XIX secolo assiste agli sforzi del gigante che strappa i legami lillipuziani e si alza in piedi. Perfino la comunità protestante dell’Inghilterra e dell’America, attualmente impegnata nella revisione del testo dei suoi Oracoli, sarà costretta a mostrare l’origine e i meriti di quel testo stesso. Il tempo della dominazione degli uomini mediante i dogmi ha raggiunto il suo termine.
La nostra opera, dunque, è una difesa del riconoscimento della filosofia ermetica, la saggezza religiosa un tempo universale, come l’unica possibile chiave dell’Assoluto nella scienza e nella teologia. Per mostrare che non ci nascondiamo affatto la gravità del nostro intento, possiamo dire fin da ora che non vi sarà nulla di strano se si schiereranno contro di noi i seguenti gruppi:
I cristiani, i quali vedranno che mettiamo in discussione le prove della genuinità della loro fede.
Gli scienziati, che troveranno le loro pretese di infallibilità messe nello stesso mucchio con quelle della Chiesa Cattolica Romana, e, in certi particolari, i saggi e i filosofi del mondo antico messi più in alto di loro.
Gli pseudo-scienziati, naturalmente, ci combatteranno con accanimento.
Gli uomini di chiesa liberali e i liberi pensatori troveranno che non accettiamo quello che fanno, ma esigiamo il riconoscimento della totale verità.
Gli uomini di lettere e le varie autorità che nascondono le loro vere credenze per riguardo ai pregiudizi popolari.
I mercenari e i parassiti della stampa, che prostituiscono il suo potere più che regale e disonorano una nobile professione, troveranno facile deridere cose troppo meravigliose per la loro comprensione; perché per loro il prezzo di un periodo vale più della sincerità. Molti ci criticheranno onestamente; molti altri non potranno farlo. Ma noi guardiamo al futuro.
La lotta oggi impegnata fra il partito della pubblica coscienza e quello della reazione ha già provocato un più sano tono di pensiero: non potrà mancare di concludersi con il rovesciamento dell’errore e il trionfo della verità. Lo ripetiamo: noi lavoriamo per un domani più radioso.
E tuttavia, se consideriamo l’amara opposizione che dovremo affrontare, chi più di noi ha il diritto, entrando nell’arena, di scrivere sul suo scudo il saluto del gladiatore romano a Cesare: “Moriturus te salutat!”

H.P. Blavatsky
New York, Settembre 1877

Eventi Teosofici:

14 ottobre 2012 – Giornata di studio su H.P. Blavatsky a Modena.
Presso l’Associazione “Senzanome” di Modena (www.senzanome.org):
Pink House, Via Vignolese, 1070 – Modena (uscita casello A1 Modena Sud)
Animatori: Paola Giovetti (giornalista) e Roberto Fantini (docente di filosofia e storia, scrittore e attivista di Amnesty Internazional).

24 novembre 2012 – Giornata di studi sul professor Bernardino del Boca a Novara.
Presso la sala convegni del Consorzio Est Sesia, Via Negroni, 7 – Novara
La Giornata sarà organizzata dalla “Fondazione Bernardino del Boca”, presieduta da Enrico Sempi. Autorevoli relatori illustreranno i diversi aspetti della poliedrica personalità e dell’azione del non dimenticato teosofo e antropologo. Fra le relazioni quella, del segretario Generale della S.T.I. dr. Antonio Girardi, sul tema:”Del Boca, Teosofia e nuovo umanesimo”.

 


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