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345. Generati dalla Luce (Premessa) di Sigismondo Panvini

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Presentiamo, di seguito, la premessa di Sigismondo Panvini al suo interessantissimo libro “Generati dalla Luce”, il terzo di un percorso, non solo letterario, che tira il filo conduttore della “ricerca della verità” (una verità nascosta).

*****

Generati dalla Luce
Premessa

Un giorno, entrando nella chiesa di Santa Maria presso San Satiro, a Milano, ebbi l’impressione che dietro l’altare ci fosse un grande spazio, un’abside completata da colonne e decorazioni.
Invece non era affatto così. Per accorgersi che si trattava di un’illusione ottica bisognava arrivare proprio vicino all’altare dove solo guardando con estrema attenzione ci si avvedeva che l’abside in realtà non esisteva affatto. Semplice miraggio, dovuto ad una falsa prospettiva.
L’artefice di un simile prodigio, è stato uno dei più grandi architetti italiani: Donato Bramante. Egli ha riportato in scala le misure che aveva previsto nel progetto originario della chiesa (assai più grande), creando qualcosa di unico. La finta abside misura infatti 97 centimetri invece dei 9 metri e 70 previsti nel disegno originale.
L’arte architettonica si basa su rigidi rapporti geometrici che servono per comunicare concetti di notevole complessità. La cultura ed il pensiero sono inseparabilmente collegate da una fitta rete di interazioni.
Le organizzazioni sociali sono modellate da forme che esprimono determinate simmetrie e specifici concetti ad esse collegate. Per non parlare poi dei materiali e dei colori. L’architettura, specialmente quella basata su precisi codici astronomici ha avuto una responsabilità decisiva nell’organizzazione strutturale della nostra civiltà. Non conta la dimensione di un’opera o di un manufatto per raggiungere la perfezione: capolavori assoluti sono nati da precisi limiti e imposizioni.
Quel che conta è la prospettiva: ogni sensazione che deriva da una prospettiva sbagliata è falsa, ogni giudizio errato.
Anche le parole soggiacciono all’architettura delle forme e del linguaggio. Nei miei precedenti volumi, Il Tempo della Fine, Geometria del Male, e adesso in quest’ultimo Generati dalla Luce, attraverso racconti abbientati in momenti storici diversi (passato, presente, futuro) ho tracciato un percorso non solo letterario ma magico e spirituale che ha un unico filo conduttore: la ricerca della verità.
Quale verità? Una verità nascosta tra le pieghe della storia, una verità sinuosa e piena di mille sfaccettature, che scorre tra inganni, mezze verità e bugie. C’è qualcuno che costruisce gli eventi. Esiste un fine misteriosamente celato cui tende il progresso. Gli uomini sono liberi nelle loro scelte oppure ingannati da poteri occulti che ne orientano i comportamenti attraverso un serrato gioco di luci ed ombre che ne altera, angolazioni prospettiche e capacità di giudizio.
In quest’ultimo lavoro, lo spunto narrativo si intreccia con l’immaginazione. Si tratta tuttavia non di fantasia d’artista, ma di una qualità specifica della mente che cerca di interpretare i fatti umani in chiave di divenire sociale. Si sta silenziosamente sostituendo una nuova umanità alla vecchia. È in atto una rivoluzione di cui l’umanità non si sta neppure rendendo conto. Gli abitanti del Pianeta Terra sono esposti ad un pericolo senza precedenti. Il Sole Nero arde nelle viscere della terra e la luce è alla radice della vita. Anche se la nostra esistenza umana è breve ed il nostro campo d’azione è circoscritto da angusti parametri, abbiamo il diritto di conoscere la sorgente dalla quale siamo scaturiti.
Sono stati in pochi, di fronte al massimo Mistero Mistico dell’essere umano, coloro che, al di là del proprio ambiente e della propria personalità, hanno saputo cogliere ed esplicitare i nessi tra biografia, storia e struttura sociale.
Arrivo ad una conclusione: “Il tempo volge al termine” non perché si approssima la sua conclusione apocalittica ma, piuttosto, perché ogni costruzione umana è segnata dal non potersi legittimare in altro che sulla sua finitezza e contingenza. Teologia politica e filosofia della storia sono definitivamente compiute: non esaurite per difetto di pregnanza rispetto alla situazione storico-politica del dopo, ma esaurite, in quanto il dopo non è più né assorbibile al loro interno né è pensabile autonomamente dal loro compimento.

Sigismondo Panvini
tratto da “Generati dalla Luce”, Edizione Terre Sommerse

 

Libri consigliati dello stesso autore:
Il Tempo della Fine – Edizioni Il Punto d’Incontro
Geometria del Male – Edizioni Il Punto d’Incontro

 


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